In occasione del 36° Congresso della Società Europea di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive (Escmid), che si svolge a Monaco di Baviera fino al 21 aprile 2026, Shionogi ha presentato risultati significativi relativi all’uso di cefiderocol, una cefalosporina siderofora di ultima generazione. Questi dati riguardano il trattamento di pazienti adulti affetti da infezioni gravi causate da Enterobacterales produttori di metallo-beta-lattamasi (Mbl). Questi patogeni, noti per la loro resistenza agli antibiotici, rappresentano una sfida crescente, in particolare negli ospedali italiani.
Risultati dello studio Circe
Lo studio Circe, condotto tra gennaio 2023 e aprile 2025, ha rivelato che il 68% dei pazienti trattati con cefiderocol ha raggiunto la guarigione clinica entro il quattordicesimo giorno. Inoltre, l’82% dei partecipanti ha mostrato una risposta clinica positiva nello stesso intervallo di tempo. I tassi di sopravvivenza complessivi sono stati impressionanti, con il 90% dei pazienti sopravvissuti al giorno 14 e l’83% al giorno 28. Al momento dell’ingresso nello studio, il 29% dei pazienti era immunodepresso, il 27% era ricoverato in terapia intensiva e il 13% presentava shock settico.
Shionogi ha sottolineato che gli Enterobacterales produttori di Mbl inattivano la maggior parte degli antibiotici beta-lattamici, inclusi i carbapenemi, limitando le opzioni terapeutiche per le infezioni gravi. Tra i patogeni più frequentemente identificati nel contesto dello studio Circe, si trovano Klebsiella pneumoniae ed Enterobatteri spp, entrambi considerati ad alta priorità dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a causa della loro elevata resistenza ai trattamenti attuali.
Impatto clinico di cefiderocol
Ricard Ferrer, responsabile del Dipartimento di Terapia Intensiva dell’Ospedale Vall d’Hebron di Barcellona, ha commentato l’importanza dei risultati, evidenziando come le infezioni causate da Enterobacterales produttori di Mbl rappresentino una crescente sfida clinica globale, specialmente per i pazienti critici. Ferrer ha affermato che i dati confermano l’efficacia clinica di cefiderocol e forniscono ulteriori evidenze che potranno influenzare le scelte terapeutiche future.
In aggiunta, per i pazienti per i quali erano disponibili colture di follow-up, i tassi di eradicazione microbiologica sono stati dell’85% per le infezioni del flusso sanguigno e dell’82% per quelle del tratto urinario. Circa il 50% dei pazienti ha ricevuto cefiderocol basandosi sui risultati dei test di sensibilità.
Valutazione dell’attività antimicrobica
Ulteriori dati presentati all’Escmid 2026 hanno esaminato l’attività antimicrobica in vitro di cefiderocol nei confronti di oltre 4.000 isolati di Stenotrophomonas maltophilia, un patogeno opportunistico con resistenza intrinseca a vari antimicrobici. Questo studio ha coperto un periodo di dieci anni, dal 2014 al 2024, e ha mostrato un’attività in vitro costantemente elevata, senza cambiamenti significativi nei profili di sensibilità.
Stefania Stefani, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Catania e ex presidente della Società Italiana di Microbiologia, ha evidenziato come i dati provenienti da ampi programmi di sorveglianza siano essenziali per monitorare le tendenze della sensibilità agli antimicrobici nel tempo. L’elevata attività in vitro di cefiderocol contro Stenotrophomonas maltophilia rappresenta un’importante evidenza microbiologica, considerando il complesso profilo di resistenza di questo patogeno.
Riflessioni sulla resistenza antimicrobica
Mark Hill, Global Head of Medical Affairs di Shionogi, ha sottolineato che la resistenza antimicrobica continua a essere una delle principali minacce globali nella gestione delle infezioni gravi causate da batteri Gram-negativi. I dati presentati al congresso contribuiscono ad ampliare le evidenze scientifiche a supporto di cefiderocol contro i patogeni resistenti, sottolineando l’importanza di un continuo impegno nella ricerca e nell’innovazione in ambito antimicrobico.
