Infibulazione: Bloom Surgery Foundation offre cure gratuite a 50 donne in un anno

La Bloom Surgery Foundation presenta un progetto per offrire cure specializzate alle donne vittime di infibulazione, garantendo assistenza gratuita e supporto attraverso collaborazioni con Ong.

Un nuovo progetto dedicato alle donne vittime di infibulazione è stato presentato il 17 settembre 2026 presso la Camera dei deputati a Roma. L’iniziativa, promossa dalla Bloom Surgery Foundation, mira a offrire un percorso di cure specializzate, compresi interventi di deinfibulazione, per le donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili. Durante il convegno, i rappresentanti dell’associazione hanno sottolineato l’importanza di questo progetto, frutto di un lavoro intenso e prolungato, finalmente giunto a concretizzarsi.

Il progetto di Bloom Surgery Foundation

La Bloom Surgery Foundation ha annunciato un programma che prevede un percorso di assistenza per le donne colpite da infibulazione, con l’intento di garantire loro accesso a cure mediche gratuite. L’associazione ha dichiarato che, nel primo anno, si prevede di accogliere circa 50 donne, che saranno selezionate grazie alla collaborazione con organizzazioni non governative (Ong) e altre realtà attive sul territorio. Queste organizzazioni svolgeranno un ruolo cruciale nel facilitare il contatto tra le potenziali beneficiarie e i servizi di cura offerti.

Il ginecologo Danilo Dodero, presidente del Comitato tecnico-scientifico della fondazione, ha evidenziato l’importanza di questa iniziativa, sottolineando che rappresenta un’opportunità concreta di cura per molte donne. “Questo progetto è il risultato di un lungo lavoro e oggi si traduce in una chance reale di assistenza. La nostra collaborazione con le Ong è fondamentale per raggiungere coloro che potrebbero necessitare di questo servizio”, ha dichiarato Dodero.

Obiettivi e aspirazioni del convegno

Durante il convegno, sono stati discussi vari aspetti legati alla salute delle donne e alla lotta contro le mutilazioni genitali femminili. La Bloom Surgery Foundation ha espresso l’intento di costruire una rete di supporto che possa facilitare l’accesso alle cure e aumentare la consapevolezza su questo tema delicato. Il presidente dell’associazione, Giovandomenico Caridi, ha parlato della chirurgia a quattro mani proposta, che consente di ripristinare la dignità e l’integrità delle donne che hanno subito pratiche invasive.

Il convegno ha rappresentato un’importante piattaforma di dialogo tra professionisti del settore, istituzioni e Ong, con l’obiettivo di creare sinergie per affrontare questa problematica. La partecipazione della Fondazione Artemisia ha ulteriormente confermato l’impegno collettivo verso il progetto, evidenziando la necessità di un approccio integrato per garantire assistenza e sensibilizzazione.

La Bloom Surgery Foundation si impegna a garantire che ogni donna riceva un percorso di cura qualificato, sicuro e rispettoso, basato sull’ascolto e sulla tutela della dignità. Con questo progetto, l’associazione si propone di accendere una luce di speranza per tutte le donne che hanno vissuto esperienze traumatiche legate all’infibulazione, contribuendo così a un cambiamento significativo nella loro vita.

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