Il 23 dicembre 2025, Gianni Rezza, professore di Igiene e Sanità pubblica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha rilasciato dichiarazioni significative riguardo la diffusione della super influenza durante le festività natalizie. La variante K del virus influenzale ha destato preoccupazione, specialmente in vista della chiusura delle scuole, che potrebbe limitare la circolazione del virus tra i giovani. Tuttavia, i pranzi e i cenoni di Natale possono rappresentare occasioni di contagio, sollevando interrogativi sulla gravità della situazione.
Rezza ha chiarito che, contrariamente alle preoccupazioni diffuse, la variante K non presenta una maggiore aggressività rispetto alle varianti precedenti. “Quando si verificano mutazioni durante la stagione influenzale, come accaduto in Australia, si osserva un allungamento della curva epidemica a causa dell’aumento della popolazione suscettibile”, ha dichiarato. Questa dinamica è particolarmente preoccupante per i bambini sotto i quattro anni, i quali, essendo più vulnerabili, possono trasmettere il virus agli anziani, che sono a maggior rischio di complicanze.
Il contesto attuale delle infezioni respiratorie
Rezza ha evidenziato che, come previsto, i casi di infezioni respiratorie acute stanno aumentando in questo periodo dell’anno. Tra queste, i virus influenzali, in particolare l’H3N2, sono in netta prevalenza. La variante K, derivante da mutazioni di questo sottotipo virale, sta dominando la scena. Tuttavia, l’andamento dei casi sembra allinearsi con quello della stagione 2023-24. Non si registrano anomalie significative, né un anticipo sorprendente come quello della stagione 2022-23, quando il picco si è verificato a metà dicembre.
Rezza ha specificato che, se la curva epidemica seguirà l’andamento di due anni fa, ci si può aspettare un picco intorno alla fine dell’anno, a differenza dello scorso anno, quando il picco è avvenuto a fine gennaio. Tuttavia, la previsione rimane incerta, essendo influenzata dall’evoluzione del numero di casi.
Le implicazioni delle mutazioni virali
Un aspetto cruciale sollevato da Rezza riguarda le mutazioni che possono ridurre l’efficacia del vaccino. “Il vero problema si verifica quando le mutazioni rendono il vaccino meno protettivo”, ha affermato. Questo scenario potrebbe portare a un aumento dei casi gravi tra gli anziani e le persone fragili, con conseguente sovraccarico delle strutture ospedaliere. Pertanto, oltre a incentivare la vaccinazione tra le persone anziane, è fondamentale adottare misure preventive, come evitare il contatto con queste persone nel caso di febbre o sintomi respiratori.
Rezza ha concluso la sua analisi sottolineando l’importanza di una maggiore attenzione verso le persone vulnerabili, in modo da mitigare il rischio di contagio e garantire la loro protezione durante il periodo festivo.
