La diffusione dell’influenza ha suscitato preoccupazione tra gli esperti, soprattutto dopo l’emergere di nuovi casi nel Regno Unito, in Giappone e in Australia. Le segnalazioni indicano un aumento rapido e significativo, con previsioni che suggeriscono un impatto globale che potrebbe rendere questa stagione particolarmente difficile.
Nel 2025, diversi Paesi, tra cui Giappone e Regno Unito, hanno registrato un inizio anticipato della stagione influenzale, caratterizzato da un’impennata di casi. L’influenza è un fenomeno ricorrente ogni inverno, ma quest’anno potrebbe rivelarsi più insidiosa a causa di un ceppo virale che ha mostrato mutazioni significative. Secondo gli esperti britannici, a giugno di quest’anno, durante l’estate nell’emisfero settentrionale, sono emerse sette mutazioni nel ceppo H3N2, portando a un “rapido aumento” delle segnalazioni di infezioni.
Derek Smith, direttore del Centre for Pathogen Evolution presso l’Università di Cambridge, ha affermato che “quasi certamente avrà un impatto mondiale”, evidenziando come il virus mutato sembri eludere parte del sistema immunitario. Questo ha comportato un inizio anticipato della stagione influenzale, con il National Health Service (NHS) che ha lanciato un appello per la vaccinazione, avvertendo la popolazione di prepararsi a un inverno particolarmente difficile. Christophe Fraser, del Pandemic Sciences Institute dell’Università di Oxford, ha sottolineato che ci sono segnali che indicano che questa stagione potrebbe essere peggiore di molte delle precedenti negli ultimi dieci anni. Nicola Lewis, direttrice del World Influenza Centre al Francis Crick Institute, ha confermato l’assenza di virus simili negli ultimi tempi, sottolineando la varietà delle dinamiche in corso.
La mutazione del virus e le sue conseguenze
I virus influenzali sono noti per la loro continua mutazione, richiedendo un aggiornamento annuale dei vaccini per rimanere efficaci. Sebbene la maggior parte delle mutazioni siano minori, occasionalmente si verificano cambiamenti bruschi e significativi, come nel caso di quest’anno. Le sette mutazioni recentemente identificate potrebbero aiutare il virus a eludere l’immunità sviluppata dalle infezioni precedenti e dai vaccini, facilitando la sua diffusione. Lewis ha osservato che la stagione influenzale di quest’anno potrebbe rivelarsi particolarmente intensa, con un valore R previsto di 1,4, rispetto al valore medio di 1,2 degli anni passati. Ciò implica che, se 100 persone contraggono l’influenza, il numero di nuove infezioni potrebbe aumentare a 140, suggerendo un ritmo di crescita preoccupante.
Situazione attuale in Australia, Giappone e Regno Unito
Le previsioni rimangono incerte, ma alcuni esperti stanno monitorando la situazione in Australia, dove la stagione influenzale ha registrato un picco significativo. Nonostante il Paese non abbia affrontato il virus H3N2 mutato, la gravità della stagione è stata senza precedenti. Lewis ha sottolineato che l’H3N2 è un virus più aggressivo, in grado di colpire in modo più severo la popolazione. L’invito alla vaccinazione è stato ribadito, poiché anche se il vaccino attuale potrebbe non offrire una protezione totale contro il virus mutato, una certa protezione è preferibile a nessuna. Fraser ha aggiunto che i benefici del vaccino riguarderanno principalmente la riduzione della gravità della malattia piuttosto che la prevenzione della diffusione.
I sintomi del virus H3N2
I sintomi associati all’influenza H3N2 sono simili a quelli di altri ceppi influenzali, ma possono manifestarsi in forma più intensa. Tra i sintomi comuni vi sono febbre alta, forti dolori muscolari e affaticamento. In Australia, alcuni rapporti hanno evidenziato sintomi più improvvisi e una stanchezza persistente. Stephen Griffin, professore di virologia all’Università di Leeds, ha sottolineato l’importanza di aumentare le vaccinazioni per prevenire infezioni gravi. Ha anche evidenziato che, sebbene l’influenza sia meno contagiosa del Covid, le misure di mitigazione possono avere un impatto significativo. È essenziale rendere gli ambienti pubblici, in particolare ospedali e strutture di cura, più resistenti alle infezioni adottando le necessarie precauzioni.

