La recente introduzione di una nuova terapia per l’ipoparatiroidismo cronico ha suscitato notevole interesse tra i professionisti del settore medico. Il 27 febbraio 2026, il dottor Andrea Palermo, specialista in Patologie osteo-metaboliche e della tiroide presso la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, ha presentato questa innovativa opzione terapeutica durante un evento a Torino. La terapia, che utilizza il palopegteriparatide, offre la possibilità di somministrare ai pazienti l’ormone nativo con un’emivita significativamente prolungata, promettendo di migliorare la gestione della malattia e potenzialmente influenzare positivamente la longevità.
Nuova terapia per l’ipoparatiroidismo
Il dottor Palermo ha evidenziato i benefici della nuova terapia, che si traduce in una stabilizzazione dei livelli di calcio e fosforo nel sangue. Questi risultati sono fondamentali per la salute dei pazienti affetti da ipoparatiroidismo, poiché la malattia può portare a complicazioni significative, tra cui problemi renali come la nefrolitiasi e la nefrocalcinosi. La nuova terapia potrebbe non solo migliorare la qualità della vita dei pazienti, ma anche ridurre il rischio di insufficienza renale, un problema comune tra coloro che soffrono di questa condizione.
Palermo ha sottolineato che l’approccio tradizionale, basato su sali di calcio e vitamina D, non è sufficiente per affrontare le complicanze associate all’ipoparatiroidismo. Questi trattamenti palliativi non riescono a sostituire l’azione del paratormone, l’ormone di cui i pazienti sono privi. La terapia convenzionale, pur potendo alleviare temporaneamente i sintomi, non affronta le cause sottostanti della malattia e può addirittura aggravare le complicazioni croniche, come i calcoli renali e l’accumulo di calcio nei reni.
Impatto sulla longevità e qualità della vita
Il dottor Palermo ha descritto l’impatto globale della nuova terapia sulla storia naturale dell’ipoparatiroidismo. La possibilità di mantenere livelli stabili di calcio e fosforo potrebbe comportare un miglioramento significativo nella salute generale dei pazienti, potenzialmente allungando la loro vita. Durante la presentazione, è stato enfatizzato come la gestione efficace di questa patologia possa portare a una riduzione delle complicanze a lungo termine, un aspetto cruciale per i pazienti che vivono con questa condizione cronica.
La presentazione si è svolta in concomitanza con il lancio del libro “Raccontare l’invisibile”, un progetto di medicina narrativa realizzato dalla Scuola Holden con il supporto non condizionante di Ascendis. Questo libro mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà affrontate dai pazienti con malattie rare e croniche, come l’ipoparatiroidismo, e a promuovere una maggiore comprensione delle sfide legate alla loro gestione.
La nuova terapia rappresenta un passo avanti significativo nella cura dell’ipoparatiroidismo, offrendo ai pazienti una speranza concreta per una vita migliore e più sana.
