La carne di maiale ‘favorisce la longevità’ come i legumi, secondo la ricerca

La carne di maiale minimamente lavorata può migliorare i biomarcatori legati all’invecchiamento cognitivo e fisico in una dieta prevalentemente vegetale, secondo uno studio della South Dakota State University.

Il consumo di carne di maiale, spesso oggetto di dibattito per le sue implicazioni sulla salute, sta guadagnando nuova attenzione grazie a recenti scoperte scientifiche. Secondo uno studio condotto dalla South Dakota State University, pubblicato sulla rivista ‘Current Developments in Nutrition’, l’inclusione di carne di maiale “minimamente lavorata” in una dieta prevalentemente vegetale può influenzare positivamente i biomarcatori legati all’invecchiamento cognitivo e fisico.

Dettagli dello studio

Nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2026, i ricercatori hanno monitorato un gruppo di partecipanti di età compresa tra i 35 e i 65 anni per un totale di 8 settimane. A ciascun soggetto è stata assegnata casualmente una dieta che prevedeva carne di maiale magra minimamente lavorata come principale fonte proteica, oppure legumi come ceci, lenticchie, piselli spezzati e fagioli neri. La carne di maiale è stata preparata in un forno a girarrosto, utilizzando solo olio d’oliva e sale, permettendo così al grasso in eccesso di scolare durante la cottura. Ogni pasto comprendeva anche alimenti vegetali e una quantità moderata di uova, latticini e oli vegetali.

Dopo l’ottavo settimana, i partecipanti hanno osservato una pausa di 2 settimane durante la quale hanno potuto tornare a una dieta normale. Durante l’intero studio, sono stati prelevati campioni di sangue all’inizio e alla fine di ciascuna fase alimentare. I ricercatori hanno analizzato vari marcatori ematici, come i livelli di colesterolo, la glicemia e la ferritina, un indicatore della quantità di ferro presente nell’organismo. Secondo gli scienziati, questi biomarcatori sono cruciali per la salute degli anziani, poiché influenzano malattie cardiache, resistenza all’insulina, riserve di ferro, neuroinfiammazione e neuroplasticità, tutti elementi interconnessi che impattano sull’invecchiamento cognitivo.

Risultati e osservazioni

I risultati dello studio hanno evidenziato che entrambe le diete, sia quella a base di carne di maiale che quella a base di legumi, hanno portato a cambiamenti favorevoli nella sensibilità all’insulina. Questo sostiene l’idea che una dieta ricca di proteine possa migliorare la resistenza all’insulina. Inoltre, i ricercatori hanno notato che entrambe le diete hanno contribuito alla perdita di peso, con un’importante differenza: il consumo di carne di maiale ha aiutato a preservare la massa muscolare negli anziani. Questo suggerisce che un’assunzione moderata di carni rosse magre, come il maiale, possa essere benefica per mantenere la massa muscolare durante l’invecchiamento.

I livelli di colesterolo totale sono diminuiti dopo il rispetto dei piani alimentari, riducendo così il rischio di eventi cardiovascolari come infarti e ictus. Gli autori dello studio hanno concluso che i loro risultati, all’interno di un regime alimentare sano e basato su una predominanza di vegetali, supportano l’idea che la carne rossa magra e minimamente lavorata possa essere consumata regolarmente senza effetti negativi sul metabolismo e sulla salute cognitiva.

Questi risultati potrebbero segnare un cambiamento significativo nella percezione della carne di maiale e nel suo posto all’interno di una dieta equilibrata, aprendo la strada a nuove raccomandazioni alimentari per una popolazione che invecchia.

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