La scienza sfata il mito: le donne non sono più multitasking degli uomini

Uno studio britannico mette in discussione le differenze di genere nel multitasking, rivelando che uomini e donne hanno capacità simili nella gestione di più compiti contemporaneamente.

In un contesto quotidiano sempre più frenetico, la capacità di gestire più compiti contemporaneamente, nota come multitasking, è diventata una competenza fondamentale. Un nuovo studio condotto da ricercatori britannici e pubblicato sulla rivista ‘Psychological Research’ il 12 luglio 2026, ha messo in discussione l’idea che ci siano differenze significative tra uomini e donne in questo ambito. La ricerca ha rivelato che, sebbene le donne possano apparire più abili nel multitasking, in realtà non ci sono differenze generali nelle capacità di gestire più attività contemporaneamente.

Il profilo quotidiano di una madre multitasking

Immaginate una madre che, al mattino, prepara la colazione mentre risponde alle e-mail di lavoro e dà istruzioni ai figli sui loro impegni. Durante il pranzo, riesce a pagare le bollette con pochi clic, continuando a monitorare i registri scolastici elettronici. La sua giornata prosegue con riunioni e, alla sera, dopo aver recuperato i figli dai corsi pomeridiani, si dedica alla preparazione della cena e racconta fiabe, tutto mentre pianifica il giorno successivo. Questo scenario rappresenta la vita di molte donne, che si trovano a dover bilanciare diversi ruoli: madre, professionista, caregiver e partner. La società tende a considerarle più multitasking rispetto agli uomini, ma è questa percezione corretta?

I risultati della ricerca sul multitasking

Lo studio condotto dai ricercatori André e Diana Szameitat ha esaminato le prestazioni di multitasking in situazioni di vita reale. I risultati hanno dimostrato che gli uomini tendono a ignorare le conversazioni più frequentemente rispetto alle donne quando sono coinvolti in più compiti. In particolare, gli uomini hanno trascurato il compito di conversazione più del doppio delle volte rispetto alle donne, mentre in altri compiti hanno mostrato prestazioni simili. Questo suggerisce che, sebbene non ci siano differenze sostanziali nelle capacità di multitasking, le donne potrebbero essere più inclini a mantenere attivi i dialoghi anche durante l’esecuzione di più attività.

Il metodo dello studio e le implicazioni

I ricercatori hanno sviluppato un paradigma complesso composto da cinque compiti, progettati per simulare situazioni quotidiane. Questi compiti includevano attività come seguire una ricetta, cercare un numero di telefono, abbinare numeri e lettere, monitorare una presentazione e rispondere a domande. Un gruppo di 160 osservatori ha valutato le performance, notando che gli uomini apparivano meno in controllo e meno attenti rispetto alle donne. Questo ha portato a una percezione di prestazioni inferiori per gli uomini, contribuendo a perpetuare lo stereotipo della donna multitasking.

Riflessioni sulla percezione del multitasking

I risultati dello studio indicano che, sebbene non vi siano differenze significative nelle capacità cognitive tra uomini e donne, esiste una differenza specifica nella gestione delle conversazioni durante il multitasking. Questo può influenzare come le persone vengono percepite dagli altri, alimentando l’idea che le donne siano più competenti in questo campo. André Szameitat ha sottolineato l’importanza di questa abilità nella vita quotidiana, spiegando come possa contribuire alla diffusione dello stereotipo della super donna multitasking.

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