L’allerta dell’Uap: “50 milioni alle farmacie mentre la sanità italiana è in crisi”

La presidente dell’Uap critica la proposta di Gemmato per il potenziamento della sanità di prossimità, evidenziando la mancanza di risorse per le strutture sanitarie adeguate.

Mariastella Giorlandino, presidente dell’Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori (Uap), ha espresso una forte preoccupazione riguardo alla proposta del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. Questo intervento prevede l’assegnazione di 50 milioni di euro per il potenziamento della sanità di prossimità attraverso l’attivazione di 20.000 farmacie, sia pubbliche che private. Le dichiarazioni sono state rilasciate il 23 aprile 2026, in un contesto di crescente crisi nel settore sanitario italiano.

La posizione della uap sulla proposta di gemmato

La presidente Giorlandino ha sottolineato che l’iniziativa proposta da Gemmato ignora una realtà critica che affligge il sistema sanitario nazionale. Secondo l’Uap, la mancanza di revisione delle tariffe del nomenclatore tariffario nazionale ha generato disservizi diffusi, chiusure di strutture sanitarie in diverse regioni e una perdita significativa di posti di lavoro per i professionisti del settore. La proposta di investire in farmacie, secondo la Uap, non affronta le problematiche fondamentali che affliggono la sanità italiana da oltre due anni.

L’Unione ha evidenziato che le farmacie, come strutture, non possiedono i requisiti necessari per erogare prestazioni sanitarie di qualità. Non sono attrezzate per effettuare screening e prestazioni cliniche, come ECG, spirometrie o vaccinazioni, compiti che dovrebbero rimanere di competenza esclusiva di medici e personale sanitario qualificato. La mancanza di infrastrutture adeguate e di personale formato rappresenta un rischio per la salute pubblica.

Critiche alla gestione delle farmacie e alla normativa vigente

In aggiunta, la Uap ha messo in luce che le farmacie non sono ancora conformi al Fascicolo Sanitario Elettronico e non rispettano pienamente le normative europee riguardanti la privacy e la gestione dei dati sensibili. Inoltre, non dispongono di sistemi adeguati per la gestione dei rifiuti sanitari speciali, il che potrebbe comportare ulteriori rischi per la salute pubblica.

La presidente Giorlandino ha ricordato che sul territorio nazionale operano già oltre 350.000 ambulatori e poliambulatori, che soddisfano i requisiti normativi per garantire la salute dei cittadini. Queste strutture rappresentano una risorsa preziosa, tuttavia continuano a essere trascurate nelle decisioni di programmazione sanitaria.

Giorlandino ha concluso sottolineando che destinare risorse pubbliche a strutture inadeguate è una scelta clinicamente inappropriata e contraria alle normative vigenti. Ha quindi invitato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a garantire che i fondi vengano indirizzati verso comparti realmente competenti e conformi, a beneficio della salute degli italiani.

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