L’Arcimboldo sotto esame: la super Tac rivela i misteri de L’Ortolano

L’analisi scientifica de L’Ortolano di Arcimboldo all’Humanitas University svela segreti dell’opera attraverso una sofisticata scansione TAC, senza danneggiare il dipinto.

L’analisi scientifica di un capolavoro del Rinascimento italiano ha preso piede all’Humanitas University, dove il celebre dipinto di Giuseppe Arcimboldo, intitolato L’Ortolano, è stato sottoposto a una sofisticata scansione TAC. Questo esame, richiesto dal Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, rappresenta un’opportunità unica per svelare i segreti di un’opera che continua a suscitare curiosità e interesse tra esperti e appassionati d’arte.

Il dipinto e la sua importanza

L’Ortolano, realizzato tra il 1587 e il 1590, è un olio su tavola che misura 35,8 × 24,2 cm. Questo dipinto rappresenta una natura morta di ortaggi all’interno di una scodella, che, se girata di 180 gradi, si trasforma in un’immagine bizzarra dell’Ortolano. Conservato presso la Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, questo capolavoro è l’unica testa reversibile di Arcimboldo custodita in un museo italiano. La richiesta di esame da parte del museo si inserisce in un contesto di ricerca più ampio, volto a scoprire dettagli inediti sull’opera e sulla tecnica dell’artista.

Il team di ricerca, guidato da Andrea Laghi, professore all’Humanitas University e direttore del Dipartimento di Diagnostica dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, ha utilizzato una super TAC, normalmente impiegata per la ricerca clinica su organi vitali e tumori. Questa tecnologia avanzata è stata scelta per indagare la composizione e la stratificazione dei materiali utilizzati da Arcimboldo, con l’obiettivo di chiarire le tecniche esecutive adottate durante la creazione del dipinto.

Obiettivi dell’indagine scientifica

Mario Marubbi, conservatore della Pinacoteca Ala Ponzone, ha delineato gli obiettivi principali delle indagini scientifiche. La ricerca si propone di determinare la procedura tecnico-esecutiva utilizzata da Arcimboldo, con particolare attenzione all’ipotesi che L’Ortolano rappresenti la prima testa composita dell’artista. Attraverso l’analisi della stratificazione del supporto, si intende anche rispondere a domande riguardanti precedenti interventi di restauro e analizzare la tavolozza impiegata.

Il protocollo di indagine adottato è completamente non invasivo, il che significa che non verranno effettuati danni all’opera durante il processo di analisi. Questo approccio si inserisce in una campagna diagnostica più ampia, che coinvolge anche l’Università di Pavia, in particolare il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente e il Dipartimento di Fisica. Il coordinamento scientifico è affidato a Mario A. Lazzari, mentre Raffaella Poltronieri si occupa del coordinamento operativo.

La tecnologia utilizzata

L’esame a cui è stato sottoposto L’Ortolano è una TC a conteggio di fotoni, una tecnologia innovativa in grado di trasformare l’energia dei singoli fotoni in segnali elettrici. Questo processo consente di ottenere immagini ad altissima risoluzione della stratificazione dell’opera, con uno spessore di analisi pari a un quinto di millimetro. Grazie a questa tecnologia, gli esperti sperano di ottenere informazioni dettagliate sulla composizione e sulla tecnica pittorica di Arcimboldo.

Il macchinario utilizzato per l’analisi è stato introdotto all’Humanitas grazie ai fondi del progetto Anthem, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Questo progetto mira a promuovere l’innovazione nella ricerca clinica, con particolare attenzione a quattro aree di grande rilevanza sanitaria: cuore, cervello, polmoni e tumori.

La super TAC si trova nel Proton Building dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, un edificio inaugurato nel 2026, dedicato alla cura oncologica e dotato di tecnologie all’avanguardia. Qui, i pazienti possono accedere a terapie sperimentali e alla protonterapia, una forma di radioterapia altamente precisa per il trattamento dei tumori.

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