È stata inaugurata oggi, 30 settembre 2026, presso la Casa di Comunità Tuscolano dell’Asl Roma 2, l’esposizione fotografica intitolata ‘La salute mentale, oggi’. La mostra presenta un totale di 36 autoritratti, permettendo ai visitatori di partecipare attivamente aggiungendo il proprio autoritratto. L’evento è stato curato dal fotografo Francesco Zizola e ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Cultura.
Il significato dell’esposizione
L’inaugurazione si è svolta in via Monza 2, un luogo simbolico che accoglie iniziative legate alla salute pubblica. L’Asl Roma 2 ha sottolineato come questo progetto rappresenti un’importante intersezione tra arte e salute, affermando che per la prima volta l’arte entra in uno spazio dedicato alla salute dei cittadini. L’iniziativa si colloca all’interno di un Protocollo d’intesa tra il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute, il quale promuove l’idea che l’arte possa contribuire al benessere delle persone. Questo concetto è conosciuto come ‘prescrizione dell’arte come cura’, un approccio innovativo che mira a migliorare la qualità della vita attraverso l’espressione artistica.
La mostra sarà accessibile gratuitamente al pubblico a partire dal 1° ottobre e si terrà nell’affascinante contesto dell’Asilo Savoia, un edificio storico. Le fotografie esposte sono state selezionate da un totale di 180 autoritratti realizzati nei laboratori fotografici dei Centri diurni del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Roma 2 e nell’area della salute mentale penitenziaria di Rebibbia. Questi scatti erano stati già presentati nell’ottobre 2025 presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, dove avevano suscitato un notevole interesse da parte del pubblico.
Un progetto di auto-rappresentazione
Il progetto è incentrato sull’auto-rappresentazione, trasformando l’autoritrato in uno strumento per esplorare l’identità personale. L’Asl Roma 2 descrive questo approccio come un modo per restituire la soggettività all’individuo, che non è più solo un soggetto osservato, ma diventa narratore della propria storia. Zizola ha spiegato che l’idea centrale dell’autoritratto si ispira al momento intimo in cui ci si guarda allo specchio al mattino. L’assenza di nomi e ruoli sotto le fotografie è un’operazione concettuale volta a combattere la discriminazione e a sfidare le definizioni di una ‘diversa umanità’.
L’esposizione non si limita a mostrare fotografie, ma invita i visitatori a partecipare attivamente. Ogni persona avrà l’opportunità di realizzare un proprio autoritratto in un set dedicato, contribuendo così a una costruzione collettiva del progetto. Le fotografie create dai visitatori saranno esposte su una parete allestita per l’occasione, mentre una copia sarà consegnata a ciascun partecipante. Questo approccio interattivo si inserisce nella V edizione di Ro.Mens, il Festival della Salute Mentale, che si svolgerà dal 1° al 10 ottobre, e mira a promuovere una nuova cultura della salute mentale, superando stigma e pregiudizi.
Il contesto sociale e sanitario
Roberto Testa, direttore del Distretto Sanitario 7 dell’Asl Roma 2, ha illustrato la storia dell’Asilo, originariamente concepito come rifugio per l’infanzia abbandonata, ora trasformato in Casa della Comunità. Questo modello di assistenza è dedicato ai 330.000 abitanti del distretto più popoloso d’Italia. Testa ha sottolineato che ospitare la mostra in questa struttura rappresenta un passo importante, affermando che “la salute non abita soltanto negli ospedali” e che per la prima volta in Italia, la salute mentale si integra con la cultura.
Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Roma 2, ha evidenziato un aumento globale dei disturbi mentali, che secondo uno studio pubblicato su ‘The Lancet’ a maggio 2026, sono quasi raddoppiati dal 1990 al 2023, raggiungendo un totale di 1,17 miliardi di casi. Tradotto in termini italiani, ciò corrisponde a circa 8 milioni di persone. Nonostante i servizi dipartimentali di salute mentale offrano risposte concrete, il pregiudizio e lo stigma rimangono barriere significative per l’accesso ai servizi.
Un impegno condiviso per la salute mentale
Francesco Laddaga, presidente del Municipio Roma VII, ha utilizzato la metafora della fotografia come “questione di luce” per descrivere come la mostra possa illuminare il tema della salute mentale. Laddaga ha ribadito che l’iniziativa fa parte di un percorso strutturato di collaborazione tra Asl, distretto e Dipartimento di Salute Mentale, evidenziando la necessità di passare dallo stigma alla comunità e alla cura.
Maria Cedrola, direttore sanitario dell’Asl Roma 2, ha espresso soddisfazione per l’evento, sottolineando l’importanza di un Dipartimento di Salute Mentale attivo e la significatività di questa iniziativa. Infine, Giovanni Leonardi, Capo Dipartimento One Health del Ministero della Salute, ha rimarcato l’importanza delle Case di Comunità come parte fondamentale del sistema sanitario, mentre la senatrice Lucia Borgonzoni ha evidenziato come il protocollo di collaborazione tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute rappresenti un passo importante verso l’integrazione tra arte e salute.
