Leggere libri può diminuire il rischio di demenza? I medici chiariscono la questione

La Fnomceo evidenzia i benefici della lettura e delle attività culturali per la salute cognitiva, suggerendo che possono ridurre il rischio di declino cognitivo e demenza.

Il 24 aprile 2026, la piattaforma ‘Dottore ma è vero che…?’ della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, ha rilasciato un’importante dichiarazione riguardo ai benefici della lettura e delle attività culturali sulla salute cognitiva. Secondo gli esperti, l’impegno nella lettura, nella scrittura e nello studio di nuove lingue può ridurre il rischio di declino cognitivo e demenza, anche se non è stata stabilita una relazione causale diretta.

Il legame tra lettura e salute cognitiva

La ricerca scientifica evidenzia un legame significativo tra le attività culturali e il benessere mentale. Gli specialisti affermano che il mantenimento di interessi culturali lungo tutto l’arco della vita è fondamentale per ottenere effetti positivi sulla salute. La demenza, una condizione che affligge milioni di persone nel mondo, potrebbe essere contrastata attraverso fattori modificabili, come le abitudini culturali. Gli esperti sottolineano che coltivare la cultura personale non solo migliora il benessere mentale, ma ha anche effetti positivi sulla salute fisica.

Le attività culturali, tra cui la lettura di libri e giornali, non devono essere limitate all’ambito scolastico o professionale, ma dovrebbero accompagnare le persone in ogni fase della vita. La volontà di impegnarsi in queste pratiche è più importante del semplice conseguimento di titoli di studio. La lettura, in particolare, è considerata uno strumento accessibile ed economico per allenare le funzioni cerebrali e contrastare il declino cognitivo.

Prevenzione della demenza attraverso l’arricchimento intellettivo

La prevenzione della demenza è un tema di grande rilevanza, e gli esperti consigliano di seguire le indicazioni fornite dalla Lancet Commission. Questa commissione ha analizzato vari rapporti e revisioni sistematiche per identificare i fattori di rischio associati ai danni cognitivi. Tra i 14 elementi sui quali è possibile intervenire per limitare i sintomi delle demenze, emerge l’importanza della cura della propria istruzione.

Proprio come si presta attenzione alla propria alimentazione per prevenire malattie come l’ipertensione e il diabete, è essenziale considerare l’arricchimento intellettivo come un aspetto cruciale per la salute mentale. Esporsi a stimoli benefici, come la lettura, contribuisce a potenziare la riserva cognitiva, un concetto psicologico che si riferisce alla capacità di affrontare le sfide dell’invecchiamento, delle malattie e dell’isolamento sociale.

L’importanza dell’allenamento mentale nella vita quotidiana

Gli psicologi e i neuroscienziati evidenziano l’importanza di mantenere attive le funzioni cerebrali durante tutta la vita. Un noto slogan, “Usalo o lo perdi”, sottolinea la necessità di esercitare il cervello per preservarne le funzioni. Attività come la musica, la danza e le arti visive sono anch’esse raccomandate per alimentare la riserva cognitiva.

Il messaggio chiave è chiaro: mantenere un impegno costante nelle attività culturali e intellettuali non solo arricchisce la vita, ma rappresenta anche una strategia efficace per proteggere la salute del cervello. La lettura, in particolare, si rivela una pratica fondamentale per il benessere cognitivo, invitando le persone a riflettere sull’importanza di dedicare tempo alla cultura e all’apprendimento continuo.

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