Lenzi (Cnr): “L’obesità è una malattia cronica, necessaria equità nelle cure in Italia”

Il professor Andrea Lenzi sottolinea l’obesità come malattia cronica, evidenziando l’importanza di un accesso uniforme alle cure e i rischi dell’uso improprio dei farmaci.

Il 17 febbraio 2026, il professor Andrea Lenzi, presidente del CNR e docente emerito di Endocrinologia all’Università La Sapienza di Roma, ha rilasciato dichiarazioni significative riguardo all’obesità durante una presentazione a Roma. L’evento ha avuto come tema centrale uno studio condotto dal CEIS – Centre for Economic and International Studies dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, che analizza l’impatto dellobesità e delle sue complicanze cardiovascolari sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Obesità: una malattia cronica riconosciuta

Lenzi ha sottolineato che lobesità non deve essere vista solamente come una questione estetica, ma è riconosciuta come una malattia cronica e recidivante dal punto di vista scientifico e normativo. Questo riconoscimento implica un cambio di prospettiva fondamentale: lobesità deve essere diagnosticata e trattata con attenzione, non solo per il benessere dei pazienti, ma anche per garantire la sostenibilità del sistema sanitario. La legislazione italiana ha già fatto progressi, con una legge nazionale che definisce lobesità come malattia cronica. Il Ministero della Salute ha integrato lobesità nel Piano Nazionale della Cronicità, accanto a patologie come il diabete e lepilessia. Tuttavia, Lenzi ha evidenziato che l’accesso alle cure rimane una questione critica.

Accesso alle cure e disparità territoriali

L’esperto ha messo in evidenza che, nonostante il riconoscimento normativo, l’accesso alle cure per lobesità non è uniforme su tutto il territorio nazionale. Le categorie più vulnerabili, in particolare, affrontano sfide significative per ottenere farmaci e prevenzione. La cura dellobesità, secondo Lenzi, non dovrebbe dipendere dalla localizzazione geografica o dalla condizione economica del paziente. Curare lobesità non significa solo migliorare la qualità della vita, ma anche prevenire complicanze gravi e costose, come quelle cardiovascolari, che possono mettere a rischio la vita e comportare spese elevate per il SSN.

Costi e benefici della prevenzione

Lenzi ha chiarito che investire in farmaci per il trattamento dellobesità oggi potrebbe portare a risparmi futuri in termini di ricoveri e interventi chirurgici. Per affrontare questa problematica, è necessario un approccio che integri lobesità nei livelli essenziali di assistenza (LEA), creando percorsi dedicati sia per la diagnosi che per la terapia. È fondamentale stabilire criteri chiari per l’accesso ai trattamenti, al fine di evitare un uso improprio dei farmaci e garantire l’efficacia del SSN.

Uso improprio dei farmaci per l’obesità

Negli ultimi anni, alcuni farmaci per lobesità hanno guadagnato notorietà anche al di fuori del contesto clinico. Lenzi ha avvertito del rischio che questi farmaci vengano utilizzati per scopi estetici, sottolineando che la differenza tra sovrappeso e obesità è sostanziale. Ha affermato che i farmaci dovrebbero essere prescritti solo in presenza di una diagnosi medica di obesità, escludendo usi per ragioni puramente estetiche. Questo messaggio è cruciale per garantire che i trattamenti siano utilizzati in modo appropriato e responsabile.

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