In vista della Giornata Mondiale del Sonno, che si celebra il 14 marzo 2025, esperti del settore mettono in evidenza come la qualità del riposo possa deteriorarsi in particolari fasi della vita femminile, come la gravidanza e la menopausa. L’insonnia, un disturbo caratterizzato da difficoltà nel sonno, colpisce un numero crescente di donne, evidenziando l’importanza di un approccio mirato per affrontare questo problema.
Il disturbo del sonno: un fenomeno crescente
L’insonnia si manifesta in vari modi, tra cui difficoltà ad addormentarsi, interruzioni del sonno e risvegli precoci. Le cause di questo disturbo sono molteplici e comprendono fattori come lo stress, l’ansia, abitudini di vita scorrette, condizioni mediche e variazioni ormonali. Riconoscere e affrontare l’insonnia è fondamentale per migliorare la qualità della vita. Strategie efficaci includono l’adozione di una corretta igiene del sonno, tecniche di rilassamento e, quando necessario, trattamenti specifici. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno, Synlab ha deciso di focalizzare l’attenzione sull’insonnia e sul suo impatto sulla salute delle donne in tutte le fasi della loro vita. Secondo gli esperti, le donne presentano un rischio maggiore di sviluppare insonnia rispetto agli uomini, a causa di fattori sociali e, in particolare, delle fluttuazioni ormonali che influiscono sui meccanismi fisiologici del sonno. Estrogeni e progesterone, in particolare, giocano un ruolo cruciale nel regolare il sonno. Le variazioni nei livelli di questi ormoni possono rendere il sonno più leggero e frammentato, aumentando la frequenza dei risvegli notturni.
Gravidanza: un periodo critico per il sonno
Durante la gravidanza, i cambiamenti ormonali possono influenzare notevolmente la qualità del sonno. Giorgia Chinaglia, neurologa e esperta del sonno presso Synlab Data Medica a Padova, evidenzia che le oscillazioni ormonali nel primo trimestre possono causare sonnolenza e difficoltà ad addormentarsi. Nel terzo trimestre, l’aumento del volume corporeo può rendere il sonno ancora più discontinuo. Questo periodo è caratterizzato non solo da cambiamenti fisici, ma anche da condizioni come la sindrome delle gambe senza riposo, che può manifestarsi in donne predisposte a causa di carenze nutrizionali, come quella di ferro. La gravidanza, quindi, rappresenta un momento particolarmente vulnerabile per la salute del sonno.
Menopausa e sonno: un legame delicato
La menopausa e il periodo di transizione che la precede sono altre fasi in cui la qualità del sonno può subire un notevole deterioramento. Durante questa fase, le donne sperimentano oscillazioni ormonali che possono provocare risvegli notturni frequenti e un sonno instabile, spesso aggravato da vampate di calore e sudorazioni. Questi disturbi non solo influiscono sulla qualità del sonno, ma possono anche avere ripercussioni sul benessere emotivo, contribuendo a irritabilità e sbalzi d’umore. Chinaglia sottolinea che non è solo l’arrivo della menopausa a causare difficoltà, ma anche i mesi e gli anni precedenti, durante i quali molte donne possono notare un sonno più frammentato.
Apnee notturne: un problema sottovalutato
Accanto all’insonnia, le apnee notturne rappresentano un altro disturbo significativo, spesso trascurato nella popolazione femminile. Sebbene le apnee siano più comuni negli uomini, tra le donne i sintomi possono manifestarsi in modo diverso, rendendo la condizione meno riconoscibile. In molte donne, le apnee notturne si accompagnano a insonnia, stanchezza diurna e frequenti risvegli, specialmente dopo la menopausa, quando l’incidenza di questo disturbo tende ad aumentare. Nonostante esistano terapie efficaci, come l’utilizzo della CPAP, molte donne non aderiscono a questi trattamenti. Riccardo Drigo, pneumologo esperto del sonno, spiega che la scarsa aderenza è spesso dovuta a fattori psicologici e culturali, poiché il dispositivo può essere percepito come ingombrante e poco estetico. Per migliorare l’aderenza alla terapia, si stanno introducendo nuovi modelli di supporto, con l’obiettivo di rendere il trattamento più accettabile e accessibile per le pazienti.
