L’intelligenza artificiale in sanità: progressi significativi e necessità di più medici, secondo un esperto Usa

Le sfide dell’intelligenza artificiale in sanità: integrazione, sicurezza e il ruolo umano per migliorare l’esperienza dei medici e dei pazienti.

Woojin Kim, imprenditore e radiologo, ha condiviso le sue riflessioni sul futuro delle tecnologie nel settore sanitario, mettendo in evidenza le aspettative dei medici riguardo all’intelligenza artificiale. Durante un evento organizzato da Philips al Milano Luiss Hub, Kim ha sottolineato l’importanza di riportare i professionisti a stabilire un contatto diretto con i pazienti. Nonostante gli ingenti investimenti nel campo dell’IA, l’adozione clinica sembra non rispettare le previsioni iniziali. Kim esplora i motivi di questa situazione e i rischi connessi, come l’uso non autorizzato dell’IA e i deepfake, che richiedono un’accelerazione nell’implementazione di sistemi integrati per garantire un utilizzo sicuro.

Le sfide dell’adozione dell’ia in sanità

Kim ha affermato che gli sviluppi dell’intelligenza artificiale in sanità sono senza precedenti, ma la sua diffusione risulta lenta. La mancanza di integrazione dell’IA nei flussi di lavoro dei medici rappresenta una delle principali cause di questa stagnazione. Ad esempio, nel campo della radiologia, l’IA può identificare un’emorragia in una TAC, ma i radiologi devono considerare una vasta gamma di reperti. Se le soluzioni di IA non si adattano a queste esigenze, non verranno adottate. Kim ha anche evidenziato che i radiologi già utilizzano il mouse per circa 2 chilometri al giorno, il che rende comprensibili le loro riserve su ulteriori click e finestre pop-up.

In aggiunta, l’ecosistema tecnologico degli ospedali, spesso basato su sistemi obsoleti come fax e CD, ostacola l’integrazione dell’IA. L’aggiornamento delle tecnologie richiede tempo e risorse, e le decisioni dei dirigenti sanitari sono influenzate da fattori economici e normativi. Kim ha sottolineato che la gestione del cambiamento è fondamentale: non basta introdurre una nuova tecnologia, ma è necessario considerare anche il ritorno sull’investimento e il costo totale. Le questioni relative alla sicurezza dei pazienti e alla privacy complicano ulteriormente il panorama normativo, rendendo difficile l’adozione dell’IA.

Cosa desiderano i medici dall’ia

Secondo Kim, il trend più significativo dell’intelligenza artificiale in sanità è rappresentato dalla tecnologia di trascrizione assistita. Questo approccio permette ai medici di mantenere il contatto visivo con i pazienti, mentre l’IA si occupa della registrazione delle informazioni. I medici apprezzano questa innovazione, poiché riduce il carico cognitivo e amministrativo, consentendo loro di concentrarsi maggiormente sui pazienti. Kim ha osservato che, sebbene il numero di visite rimanga simile, i medici risultano più soddisfatti e meno stanchi.

L’esperto ha anche delineato le aspettative dei professionisti sanitari: desiderano un assistente ideale che non aumenti il carico di lavoro, ma che migliori la loro esperienza. È fondamentale che l’IA non solo aumenti l’efficienza, ma riduca anche il burnout dei medici. Kim ha sottolineato che l’implementazione della tecnologia è cruciale quanto la tecnologia stessa, e che le soluzioni devono essere progettate per facilitare il lavoro dei medici, piuttosto che complicarlo.

Il ruolo dell’elemento umano nell’era dell’ia

Kim ha ricordato l’importanza dell’elemento umano nell’era dell’intelligenza artificiale. Nonostante le previsioni di un futuro in cui i radiologi sarebbero stati sostituiti da macchine, la realtà attuale mostra una crescente domanda di radiologi. Negli Stati Uniti, la crescita del numero di radiologi è limitata, mentre la richiesta di imaging continua a crescere. Kim ha avvertito che l’IA dovrebbe servire come assistente, consentendo ai medici di mantenere il potere decisionale. La carenza di radiologi non scomparirà, e l’IA non deve essere vista come una minaccia, ma come uno strumento per migliorare il flusso di lavoro.

In questo contesto, Kim ha invitato a riflettere seriamente sulle sfide future, sottolineando che l’IA non deve essere considerata come un sostituto, ma come un supporto per i professionisti sanitari. Il rischio di semplificare il lavoro dei medici a singoli compiti potrebbe portare a una visione distorta delle loro reali esigenze.

Le nuove sfide dell’ia: uso ombra e sicurezza

Kim ha identificato tre principali sfide per l’intelligenza artificiale in sanità. La prima riguarda l’uso ombra dell’IA, in cui i medici utilizzano strumenti non autorizzati, mettendo a rischio la sicurezza dei dati dei pazienti. Molti professionisti e pazienti si rivolgono a piattaforme come ChatGPT per risolvere dubbi sulla salute, creando la necessità di un’IA integrata e sicura.

La seconda sfida è rappresentata dalla sicurezza informatica. Gli ospedali sono spesso vulnerabili a attacchi informatici, e la sofisticazione di tali minacce è in aumento. Kim ha messo in guardia riguardo a strumenti come Claude Mythos Preview, che potrebbero sfruttare le vulnerabilità dei sistemi sanitari. È essenziale che le strutture sanitarie si preparino adeguatamente per proteggere se stesse e i pazienti.

Infine, Kim ha auspicato che l’IA possa davvero migliorare la vita di chi lavora nel settore sanitario, non solo aumentando la produttività. Se un radiologo è in grado di gestire più casi senza sentirsi sopraffatto, l’IA avrà raggiunto il suo obiettivo. La vera misura del successo dell’IA non è solo l’accuratezza clinica, ma la sua reale utilità nel migliorare la vita lavorativa dei professionisti sanitari.

Infine, Kim ha sollevato preoccupazioni riguardo ai deepfake e ai dati sintetici, evidenziando i rischi associati all’uso improprio dell’IA. È fondamentale che l’industria si impegni a garantire che la tecnologia sia utilizzata in modo responsabile e sicuro.

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