La situazione del personale sanitario in Italia si trova attualmente al centro di un dibattito acceso, soprattutto in relazione alle politiche di assunzione e formazione nel settore privato. Il 2 marzo 2026, Ermanno Lombardo, amministratore del Gruppo Sanit, ha rilasciato una dichiarazione che mette in evidenza la strategia innovativa adottata dalla sua azienda, orientata a reclutare giovani neolaureati con un’età media di 25-26 anni. Secondo Lombardo, l’azienda privilegia l’assunzione di candidati senza esperienza pregressa, per poterli formare secondo i propri standard di qualità e approccio al paziente.
La crisi del personale nel settore pubblico
Il Gruppo Sanit sottolinea una drammatica crisi del personale all’interno del Servizio sanitario nazionale (SSN). Negli ultimi dieci anni, il numero di professionisti sanitari è diminuito drasticamente, passando da 74.206 a 59.784 unità, con una perdita di 14.422 professionisti. Questa riduzione ha messo in evidenza le difficoltà strutturali del sistema pubblico nel trattenere e valorizzare il proprio personale. In contrasto, il settore privato sta emergendo come un modello alternativo, puntando sulla formazione continua e sull’attrazione di giovani talenti.
Il divario retributivo tra il settore pubblico e quello privato è significativo: i medici del SSN guadagnano il 76% in meno rispetto ai loro colleghi olandesi e il 72,3% in meno rispetto a quelli tedeschi. Questo scenario ha spinto molti professionisti a cercare opportunità nel settore privato, dove negli ultimi cinque anni si è registrato un incremento di 29.918 unità, a favore delle strutture private. Il Gruppo Sanit ha quindi implementato una strategia di reclutamento mirata, che prevede l’inserimento di neolaureati tra i 21 e i 22 anni, avviandoli a un percorso formativo strutturato all’interno dell’azienda.
Il paradosso del surplus di medici
Nonostante la percezione di carenza di personale, il Gruppo Sanit evidenzia un paradosso: entro il 2032 si prevede un surplus di oltre 32.000 medici. Questa apparente contraddizione è attribuibile alla distribuzione disomogenea dei professionisti e alla crescente attrattività del settore privato. Nel 2022, il personale sanitario in Italia ammontava a 727.169 unità, di cui 625.282 dipendenti del SSN. Tuttavia, la tendenza attuale mostra un progressivo spostamento verso il privato, dove il personale infermieristico e ostetrico ha registrato un incremento del 7,8% tra il 2019 e il 2023, raggiungendo le 289.545 unità.
Il settore privato si distingue per la capacità di attrarre personale, grazie a condizioni lavorative più flessibili e opportunità di carriera più rapide. Questo cambiamento è significativo e potrebbe influenzare la sostenibilità del sistema sanitario nel lungo termine.
Investire nella formazione dei giovani
Ermanno Lombardo ha chiarito che la visione del Gruppo Sanit è quella di portare la salute e la prevenzione vicino alle persone, evitando la creazione di grandi cliniche centralizzate. L’obiettivo è sviluppare strutture di prossimità che rendano le cure accessibili a tutti. Questo approccio si traduce in un modello che privilegia la capillarità rispetto alla concentrazione dei servizi.
La formazione dei giovani professionisti rappresenta un investimento strategico per il futuro del settore. Lombardo ha affermato che l’azienda cerca giovani privi di abitudini lavorative consolidate, per impostare un metodo di lavoro che coniughi professionalità e attenzione al paziente. Questo approccio mira a evitare sia un trattamento freddo sia un’eccessiva informalità, tipica delle piccole strutture.
La strategia delineata dal Gruppo Sanit si inserisce in un contesto di trasformazione del settore sanitario, dove la competizione per i talenti è in costante aumento. Mentre il settore pubblico fatica a rinnovare il proprio organico e trattenere i professionisti più qualificati, il privato si sta affermando come un attore chiave, puntando su formazione continua e condizioni lavorative competitive. La sfida futura sarà mantenere un equilibrio tra pubblico e privato, garantendo accesso universale alle cure e valorizzando i professionisti sanitari attraverso percorsi di carriera attrattivi.
