Diversi studi hanno messo in luce le conseguenze di un’ora di sonno in meno, evidenziando effetti significativi sulla salute pubblica. In particolare, le ricerche hanno dimostrato che la perdita di sonno può contribuire a un aumento degli infarti miocardici acuti, nonché a un incremento degli incidenti stradali e degli infortuni sul lavoro. Questi dati sono emersi nel corso di vari studi epidemiologici condotti nei giorni immediatamente successivi al passaggio all’ora legale. Quest’anno, il cambio dell’ora legale avverrà nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 marzo 2026.
Effetti sulla salute pubblica
Un’ora in meno di sonno può sembrare un cambiamento marginale, ma per il corpo umano rappresenta un vero e proprio “mini jet-lag sociale“. Questo è quanto emerso dallo studio intitolato ‘Daylight savings time and myocardial infarction’, pubblicato sul ‘Journal of the American College of Cardiology’. La ricerca ha rivelato un incremento di circa il 3-4% nei casi di infarto miocardico acuto (IMA) che necessitano di angioplastica coronarica percutanea (PCI) il lunedì successivo al cambio dell’ora legale primaverile.
In aggiunta, un altro studio riportato dal ‘Journal of Applied Psychology’ ha messo in evidenza come i lavoratori subiscano un aumento degli infortuni sul lavoro nei lunedì dopo il passaggio all’ora legale, con una media di +5-6% di incidenti, spesso di maggiore gravità. Inoltre, il lavoro di ricerca intitolato ‘The Impact of Daylight Saving Time on Sleep and Circadian Rhythms’ ha mostrato una maggiore frequenza di incidenti stradali, attribuibili a errori dovuti alla riduzione dell’attenzione e delle ore di sonno.
Causa e conseguenze della privazione del sonno
La privazione del sonno è il fattore principale alla base di questi effetti negativi. Essa porta a un aumento degli ormoni dello stress, a una maggiore attivazione del sistema nervoso simpatico e a un’alterazione di vari meccanismi metabolici. Durante le ore centrali della notte, il corpo attiva processi fondamentali per la salute, come la produzione di melatonina, un potente antiossidante naturale e regolatore del ritmo circadiano, e la secrezione dell’ormone della crescita, essenziale per la riparazione dei tessuti e il recupero dell’organismo.
Cristina Tomasi, specialista in medicina interna e angiologia, spiega che il nostro organismo segue ritmi circadiani precisi, sincronizzati principalmente dalla luce naturale. Con il passaggio all’ora legale, ci si sveglia quando, secondo il nostro orologio biologico, sarebbe ancora un’ora prima, causando un jet-lag sociale che può influenzare il sonno, il metabolismo e il sistema cardiovascolare. Anche brevi alterazioni del ritmo circadiano possono avere effetti misurabili, rendendo il sonno meno profondo e ristoratore, aumentando la stanchezza e riducendo la concentrazione.
Strategie per adattarsi al cambiamento
Per mitigare gli effetti negativi del cambio dell’ora, Tomasi suggerisce alcuni semplici accorgimenti. Innanzitutto, è consigliabile anticipare gradualmente il sonno nei 3-4 giorni precedenti al cambio dell’ora, andando a letto 15-20 minuti prima ogni sera. Esporsi alla luce naturale al mattino è fondamentale, poiché la luce del mattino è il principale sincronizzatore dell’orologio biologico; uscire all’aperto entro la prima ora dal risveglio aiuta a stabilizzare il ritmo circadiano.
Inoltre, è opportuno ridurre il consumo di caffeina e stimolanti nel pomeriggio, evitando caffè e bevande simili dopo metà giornata per favorire l’addormentamento. Limitare l’esposizione alla luce artificiale la sera è altrettanto importante, poiché schermi luminosi e luci intense possono interferire con la produzione di melatonina. Infine, mantenere orari regolari per sonno e pasti aiuta a sincronizzare i ritmi biologici, contribuendo a una migliore salute complessiva.
