La salute della colonna vertebrale dei giovani rappresenta un tema di crescente preoccupazione nel 2025, con un aumento dei casi di mal di schiena tra la popolazione giovanile. Secondo Andrea Bernetti, professore di Medicina fisica e riabilitativa presso l’Università del Salento, il problema è complesso e multifattoriale. La scoliosi idiopatica e la lombalgia non solo pongono sfide cliniche, ma richiedono anche un’analisi approfondita delle dinamiche tridimensionali del rachide. Recenti studi indicano che circa il 20% dei giovani ha sperimentato dolore lombare in modo persistente o ricorrente.
Fattori di rischio
Bernetti evidenzia che i fattori di rischio per il dolore lombare comprendono l’obesità, la predisposizione genetica, uno stile di vita sedentario e fattori psicologici come stress e ansia. Un aspetto allarmante emerso da ricerche recenti è il legame tra il tempo trascorso davanti agli schermi e il dolore lombare. Una meta-analisi condotta nel 2024 ha mostrato che ogni ora aggiuntiva di utilizzo quotidiano di dispositivi elettronici aumenta il rischio di lombalgia nei bambini e negli adolescenti del 26%. Questo fenomeno è associato non solo alla postura scorretta, spesso definita “Text Neck” o “i-Posture“, ma anche alla diminuzione dell’attività fisica.
Il professor Bernetti sta preparando un convegno dal titolo “Schiena in salute: prevenzione e terapia dall’infanzia all’età adulta“, che si svolgerà a Lecce il 31 gennaio 2026 presso l’Istituto scolastico Marcelline. L’evento, patrocinato dall’Università del Salento e dalla Società italiana di medicina fisica e riabilitativa, offrirà un’importante occasione di confronto su scoliosi e lombalgia. Tra i relatori ci sarà Stefano Negrini, un’autorità mondiale in materia di scoliosi, e Bernetti stesso, che presenterà un’analisi diagnostica e terapeutica del dolore lombare.
Falsi miti da sfatare
Il professor Bernetti si propone anche di sfatare alcuni falsi miti, come l’idea che il nuoto sia una terapia efficace per la scoliosi. Studi recenti hanno dimostrato che il nuoto non può essere considerato un trattamento per questa condizione e, in alcuni casi, può addirittura risultare controindicato. Anche le preoccupazioni riguardanti l’uso di zaini scolastici e la pratica di sport come tennis e scherma sono comuni, ma Bernetti chiarisce che non esiste evidenza scientifica che dimostri che uno zaino pesante possa causare scoliosi. Sebbene un carico eccessivo possa portare a problemi temporanei come affaticamento muscolare o cattiva postura, non altera la struttura ossea delle vertebre.
In passato, si temeva che gli sport asimmetrici potessero aggravare la scoliosi. Tuttavia, ricerche recenti non hanno trovato alcuna correlazione tra la pratica di sport come il tennis e il peggioramento della curva scoliotica. Bernetti sottolinea che per i ragazzi affetti da scoliosi, praticare uno sport è preferibile alla sedentarietà, poiché contribuisce al benessere generale, al tono muscolare e all’autostima.
Diagnosi e epidemiologia della scoliosi
La scoliosi idiopatica presenta una prevalenza variabile tra il 3% e il 12%, a seconda della latitudine e dei criteri di screening utilizzati. Sebbene la causa esatta rimanga sconosciuta nel 70-80% dei casi, si ritiene che abbia una componente genetica multifattoriale. La ricerca ha dimostrato che l’incidenza e il rischio di progressione della scoliosi sono legati al genere e alla maturazione ossea. Nelle fasi iniziali, il rapporto tra maschi e femmine è pressoché equilibrato, ma le ragazze mostrano un rischio maggiore di progressione man mano che la gravità della curva aumenta.
La diagnosi precoce è fondamentale per il successo del trattamento. Poiché la scoliosi è generalmente asintomatica nelle fasi iniziali, può progredire senza essere notata fino a diventare evidente solo in stadi avanzati. Le indagini di screening, tradizionalmente condotte nelle scuole, mirano a identificare i giovani nel periodo di massimo rischio, tra i 10 e i 14 anni. I genitori possono anche osservare segni rivelatori di alterazioni posturali, come asimmetria delle spalle o variazioni nel profilo dei fianchi. È essenziale consultare specialisti nella diagnosi e gestione di queste condizioni, spesso sottovalutate.
