Uno dei temi cruciali nel panorama sanitario italiano è il Piano Oncologico Nazionale (PON) 2023-2027, che, purtroppo, presenta ancora diverse lacune. A Roma, la Cabina di Regia, la quale dovrebbe vigilare sull’implementazione di questo piano, non è ancora stata attivata. Questo organismo è fondamentale per garantire un monitoraggio efficace delle seguenti aree:
- L’uso delle risorse destinate alla sanità oncologica.
- La valutazione dei risultati delle terapie fornite nelle diverse regioni italiane.
- La diminuzione delle disuguaglianze territoriali nell’accesso ai trattamenti oncologici.
Coordinamento delle reti oncologiche regionali
Il Coordinamento delle Reti Oncologiche Regionali, anch’esso in stallo, contribuisce a creare una situazione di liste d’attesa più lunghe e trattamenti non uniformi su tutto il territorio nazionale. Questo scenario genera preoccupazioni tra i pazienti e le loro famiglie, che si trovano a fronteggiare un sistema sanitario che non riesce a garantire pari opportunità per tutti.
Partecipazione attiva dei pazienti
La partecipazione attiva dei pazienti è un altro aspetto fondamentale nel contesto oncologico. Un accordo tra Stato e Regioni, siglato a dicembre 2025, ha tentato di stabilire le modalità di coinvolgimento delle associazioni di pazienti nei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA). Tuttavia, la realtà è ancora disomogenea:
- In alcune aree, le associazioni di pazienti sono integrate nei processi decisionali.
- In altre, la loro presenza è quasi assente.
- Non esiste un modello nazionale condiviso.
Democrazia sanitaria
Il coinvolgimento dei pazienti non deve essere considerato un’opzione, ma piuttosto un atto di democrazia sanitaria, essenziale per garantire che le esperienze vissute dai malati possano influenzare le decisioni sanitarie.
Peso economico del cancro
Un altro aspetto critico è il peso economico del cancro sulle famiglie italiane. Secondo il Rapporto FAVO, molte famiglie si trovano a dover affrontare spese ingenti che non sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tra le spese più comuni ci sono:
- Trasferimenti per ricevere cure in città o regioni diverse (mobilità sanitaria forzata).
- Visite e esami privati per accorciare i tempi d’attesa.
- Assistenza domiciliare non rimborsata.
- Perdita di reddito da parte del paziente o del caregiver.
Welfare aziendale
Una possibile soluzione per alleviare questo onere è rappresentata dal welfare aziendale, che potrebbe includere servizi come supporto psicologico, consegna di farmaci a domicilio e programmi di reinserimento lavorativo.
FAVO e le associazioni
FAVO, che rappresenta oltre 200 associazioni federate, 25.000 volontari e 700.000 iscritti in Italia, ha come obiettivo quello di tradurre le necessità dei pazienti in proposte pratiche per le istituzioni, contribuendo così al miglioramento delle condizioni assistenziali per i malati oncologici a livello nazionale.
Legge n. 106 del 2025
Sul fronte lavorativo, la Legge n. 106 del 2025 ha introdotto nuove tutele per i lavoratori affetti da patologie oncologiche, invalidanti o croniche. Le principali misure comprendono:
- Permessi retribuiti per visite mediche, esami e terapie.
- Maggiori tutele per i lavoratori con condizioni di salute critiche.
- Supporto al reinserimento lavorativo post-malattia.
Nuove diagnosi di tumore
In un contesto sempre più attento alla salute fisica, nel 2025 si stima che in Italia ci siano circa 390.000 nuove diagnosi di tumore. Accanto alle terapie tradizionali come chirurgia e farmaci, si sta facendo strada l’importanza dell’attività fisica durante e dopo le cure. I benefici di un programma di esercizio fisico possono includere:
- Miglioramento della capacità cardiorespiratoria e della forza muscolare.
- Riduzione della fatica oncologica.
- Maggiore qualità della vita e benessere psicologico.
- In alcuni casi, un incremento della sopravvivenza.
Integrazione dell’esercizio fisico
Tuttavia, l’integrazione dell’esercizio fisico nei percorsi oncologici in Italia è ancora limitata e non uniforme, con solo alcune regioni che hanno avviato le “palestre della salute”. Paesi come Regno Unito, Germania e Paesi Bassi hanno già sviluppato modelli nazionali consolidati.
Consumo di sigarette elettroniche
Un ulteriore elemento di preoccupazione è il consumo di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato tra i giovani. Il Rapporto FAVO segnala un aumento preoccupante del consumo tra adolescenti e giovani adulti negli ultimi cinque anni, con dati che mostrano:
- Un triplicamento del consumo tra i giovanissimi.
- La presenza di sostanze cancerogene, mutagene e metalli pesanti negli aerosol.
- La nicotina assunta prima dei 25 anni può compromettere lo sviluppo cerebrale, in particolare nelle aree legate all’attenzione e al controllo degli impulsi.
Il marketing di questi prodotti, mirato ai giovani, contribuisce a creare dipendenza e ad aumentare il rischio oncologico nel lungo termine.
Vaccinazioni per pazienti oncologici
Infine, i pazienti oncologici sono spesso più vulnerabili alle infezioni, rendendo le vaccinazioni un aspetto cruciale per ridurre il rischio di complicanze gravi e ospedalizzazioni. Tuttavia, in Italia, i tassi di copertura vaccinale tra i pazienti oncologici rimangono al di sotto delle raccomandazioni internazionali. Gli esperti suggeriscono di integrare l’offerta vaccinale direttamente nei percorsi di cura oncologici, anche attraverso ambulatori dedicati nelle strutture ospedaliere.
