Malattia renale cronica: piano per rendere sistematico il test dell’uACR

La prima EU Screening Week a Milano promuove la diagnosi precoce delle patologie cardiovascolari e renali, evidenziando l’importanza del test uACR per la salute pubblica.

La prima EU Screening Week si è svolta a Milano dal 28 settembre al 4 ottobre 2026, con l’intento di sensibilizzare le istituzioni, i professionisti della salute e i cittadini sull’importanza della diagnosi precoce delle patologie cardiovascolari e renali. L’iniziativa, promossa dalla Commissione Europea nell’ambito del Safe Hearts Plan, ha visto la partecipazione di Boehringer Ingelheim, che ha organizzato l’evento “Rischio cardiovascolare e malattia renale: il valore di un test per la diagnosi precoce”. Durante questo incontro, sono stati presentati i risultati dello studio ‘Test uACR nella routine clinica’.

Boehringer Ingelheim ha risposto all’appello del Commissario europeo alla Salute, Olivér Várhelyi, evidenziando l’importanza della diagnosi tempestiva per migliorare la salute pubblica. Il presidente e Amministratore delegato di Boehringer Ingelheim Italia, Nedim Pipic, ha sottolineato che il collegamento tra cuore e reni è cruciale: quando uno dei due organi presenta problemi, anche l’altro ne risente. Le malattie cardiovascolari, in Italia, comportano costi superiori ai 40 miliardi di euro all’anno, mentre in Europa si superano i 280 miliardi. Questo scenario mette in evidenza l’urgenza di interventi preventivi, non solo per salvaguardare la salute delle persone, ma anche per garantire la sostenibilità del sistema sanitario.

Il peso delle malattie cardiovascolari in europa

Ogni anno, le malattie cardiovascolari causano circa 1,7 milioni di decessi in Europa, rappresentando la principale causa di morte e disabilità. Questo fenomeno colpisce una parte considerevole della popolazione europea, con un adulto su sette affetto da una patologia cardiovascolare. Nonostante ciò, si stima che circa l’80% di queste malattie sia prevenibile attraverso diagnosi tempestive e stili di vita corretti. L’iniziativa ha fatto leva su un documento redatto da un gruppo di esperti coordinato da Iqvia, che ha messo in risalto il ruolo fondamentale del test uACR (rapporto albumina/creatinina urinaria) per una diagnosi precoce del rischio cardio-renale.

Antonio Girelli, membro della Commissione XII (Affari sociali) della Camera dei Deputati, ha affermato che la prevenzione è un investimento cruciale per la salute pubblica e per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Favorire l’identificazione precoce del rischio attraverso strumenti semplici e validati è essenziale per rispondere ai bisogni di salute e ridurre le disuguaglianze territoriali.

Le sfide nella diagnosi precoce

L’identificazione tempestiva del rischio cardiovascolare e renale rappresenta un’opportunità significativa per migliorare la salute pubblica e ridurre l’impatto delle malattie croniche. Ilenia Malavasi, membro della Commissione XII, ha sottolineato la necessità di politiche che supportino percorsi di prevenzione uniformi e efficaci, garantendo l’accesso a strumenti diagnostici raccomandati dalla comunità scientifica.

Guido Quintino Liris, della Commissione 5ª (Programmazione economica, bilancio) al Senato, ha evidenziato l’importanza di rafforzare l’identificazione precoce del rischio cardio-renale, sottolineando che la gestione delle malattie croniche richiede un approccio innovativo e sostenibile. La corretta programmazione sanitaria è fondamentale per migliorare la stratificazione del rischio e ottimizzare le risorse disponibili.

Ignazio Zullo, della Commissione 10ª (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) del Senato, ha ribadito che investire nella prevenzione rende il Servizio Sanitario più efficace e sostenibile. È necessario integrare strumenti come l’uACR nei percorsi clinici per garantire diagnosi precoci e interventi tempestivi, uniformemente distribuiti sul territorio nazionale.

Il ruolo del test uacr nella diagnosi

Il test uACR è riconosciuto come un indicatore clinico fondamentale. Luca Pinto, Senior Principal Real World Solutions di Iqvia, ha osservato che, sebbene il test sia tecnicamente semplice e disponibile, la sua integrazione nei percorsi assistenziali italiani è tuttora limitata da barriere organizzative e culturali. È essenziale adottare un approccio olistico nella gestione delle condizioni cardiovascolari e renali, come suggerito da Leonardo De Luca, direttore della Struttura complessa di Cardiologia della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia.

Giuseppe Grandaliano, ordinario di Nefrologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha sottolineato che la presenza di albumina nelle urine è un segnale cruciale di danno renale. È fondamentale che i nefrologi seguano le linee guida KDIGO, che raccomandano l’uso del test uACR per una stratificazione precisa del rischio.

L’importanza della diagnosi precoce è stata ribadita da Massimo Morosetti, presidente della Fondazione italiana del rene, che ha evidenziato come il riconoscimento di una condizione di sofferenza renale possa influenzare significativamente la gestione terapeutica dei pazienti.

Verso una maggiore integrazione del test uacr

Affinché il test uACR possa realmente guidare le decisioni cliniche, è fondamentale garantire che i suoi risultati siano affidabili e confrontabili. Michele Mussap, direttore della Medicina di laboratorio della Fondazione Ospedale Villa Salus e Irccs San Camillo di Venezia, ha sottolineato l’importanza di standardizzare le misurazioni tra diversi laboratori per garantire la massima affidabilità.

L’indagine condotta da Iqvia ha rivelato che la prescrizione dell’uACR è ancora poco frequente, sia da parte degli specialisti che dei medici di medicina generale. Gaetano Piccinocchi, tesoriere nazionale e responsabile dell’Area malattia renale Simg, ha esortato i decisori politici a considerare l’inserimento dell’uACR nei percorsi diagnostici e terapeutici, per facilitare l’accesso a questo esame cruciale.

Il Gruppo di lavoro multistakeholder ha proposto una roadmap per promuovere l’uso sistematico dell’uACR, sottolineando come questo test possa fungere da ponte tra diversi professionisti della salute, migliorando la gestione dei pazienti e contribuendo a una visione integrata del rischio cardio-renale.

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