Il 12 maggio 2026, presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma, si è svolto un importante convegno nazionale dedicato al Safe hearts plan, un’iniziativa della Commissione Europea volta a combattere le malattie cardiovascolari, che continuano a rappresentare una delle principali cause di morte in Italia e in Europa. Questo piano, pubblicato nel dicembre 2025, si propone di ridurre del 25% la mortalità prematura legata a queste patologie entro il 2035.
Il contesto delle malattie cardiovascolari in italia
Le malattie cardiovascolari costituiscono una grave minaccia per la salute pubblica, con un impatto significativo sulla qualità della vita dei cittadini e sui costi per il sistema sanitario. In Italia, si registrano circa 25 decessi ogni ora, per un totale di oltre 220.000 morti all’anno, pari al 30,9% di tutti i decessi. A livello europeo, il numero di persone colpite supera i 62 milioni, con un costo economico annuale stimato in oltre 280 miliardi di euro, considerando spese sanitarie, assistenza e perdita di produttività. Tuttavia, un dato incoraggiante emerge dalla ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), secondo cui fino all’80% delle morti cardiovascolari potrebbe essere prevenuto attraverso diagnosi tempestive, stili di vita sani e percorsi terapeutici adeguati.
Il ‘safe hearts plan’ e le sue direttrici
Il Safe hearts plan è stato concepito per affrontare questa emergenza sanitaria in modo coordinato. Durante il convegno, Francesco Fedele, direttore dell’Istituto Nazionale Ricerche Cardiovascolari (INRC), ha sottolineato l’importanza di tradurre gli obiettivi europei in azioni concrete per rafforzare il sistema sanitario italiano. Il piano si articola su tre direttrici principali: prevenzione, diagnosi precoce e screening, e miglioramento delle cure. L’obiettivo ambizioso di ridurre del 25% la mortalità cardiovascolare prematura entro il 2035 rappresenta una sfida che richiede un impegno collettivo da parte di tutte le parti interessate.
Collaborazione e impegni per il futuro
Il convegno ha visto la partecipazione di rappresentanti del Ministero della Salute, presidenti di federazioni sanitarie nazionali, cardiologi, medici di medicina generale e associazioni di pazienti. Questa ampia collaborazione mira a creare un documento programmatico che sarà presentato alle autorità sanitarie nazionali e alle commissioni parlamentari, con l’intento di stabilire standard condivisi e percorsi diagnostico-terapeutici applicabili su tutto il territorio nazionale. Un focus particolare sarà posto sul Mezzogiorno, dove la disparità nella mortalità cardiovascolare è in aumento.
Le conclusioni del convegno rappresentano un passo significativo verso l’implementazione di strategie efficaci per affrontare le malattie cardiovascolari in Italia, un problema che richiede un’azione immediata e coordinata per garantire un futuro più sano per tutti i cittadini.
