Il batterio intestinale conosciuto come Dysosmobacter welbionis potrebbe rivelarsi un prezioso alleato nella prevenzione di malattie metaboliche come il diabete, l’obesità e la steatosi epatica. Questa scoperta emerge da uno studio internazionale, che ha visto la partecipazione di ricercatori italiani, pubblicato il 24 gennaio 2026 sulla rivista scientifica Gut. La ricerca ha aperto nuove prospettive per lo sviluppo di probiotici innovativi.
Il ruolo del Dysosmobacter welbionis
Un team di scienziati, tra cui esperti dell’Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ispaam) di Portici, dell’Università Tor Vergata di Roma e dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia), ha identificato il Dysosmobacter welbionis come un batterio chiave per la salute metabolica. Questo microrganismo è stato studiato in collaborazione con le università belghe Cattolica di Louvain e Wel Research Institute di Wavre, dimostrando un’importante correlazione tra la sua presenza e il miglioramento delle condizioni metaboliche e epatiche.
La ricerca ha evidenziato come il Dysosmobacter welbionis possa trasformare il mio-inositolo, un composto naturalmente presente in alimenti come frutta e legumi, in acido butirrico. Quest’ultimo è noto per i suoi effetti benefici su diverse malattie metaboliche. La capacità di questo batterio di metabolizzare il mio-inositolo in acido butirrico rappresenta un’innovazione, poiché finora non era stata documentata tale trasformazione.
Scoperte significative e implicazioni future
Antonio Dario Troise, coordinatore dello studio per il Cnr, ha sottolineato che l’assenza o la ridotta presenza del Dysosmobacter welbionis nell’intestino è stata osservata in soggetti affetti da steatosi epatica e disfunzioni metaboliche. Al contrario, una maggiore presenza di questo batterio è associata a un miglioramento delle condizioni metaboliche. La ricerca ha rivelato che la capacità di metabolizzare il mio-inositolo in acido butirrico potrebbe avere un impatto significativo sulla salute del fegato e sul metabolismo in generale.
Andrea Scaloni, ricercatore del Cnr-Ispaam, ha aggiunto che la metagenomica utilizzata nello studio ha permesso di identificare una ‘via metabolica unica’ del Dysosmobacter welbionis, distinguendolo da altri batteri intestinali. La presenza di questo batterio nei soggetti sani e la sua associazione con una buona salute metabolica ed epatica lo rendono un candidato ideale per lo sviluppo di nuovi probiotici terapeutici.
Prospettive terapeutiche e ricerche future
La scoperta del Dysosmobacter welbionis apre la strada a nuove strategie per affrontare malattie metaboliche come il fegato grasso, l’obesità e il diabete di tipo 2. Test effettuati su modelli animali affetti da steatosi hanno dimostrato un miglioramento significativo della glicemia e della funzionalità epatica dopo la somministrazione di questo batterio.
Questa ricerca potrebbe rivoluzionare il modo in cui si comprende l’interazione tra dieta, microbiota e salute dell’ospite. La fermentazione del mio-inositolo e la conseguente produzione di acido butirrico potrebbero influenzare le attuali pratiche alimentari e le raccomandazioni nutrizionali. La potenziale applicazione di probiotici a base di Dysosmobacter welbionis rappresenta un passo avanti verso approcci innovativi nella gestione delle malattie metaboliche, contribuendo a migliorare la qualità della vita di molte persone.
