Il convegno tenutosi il 4 febbraio 2026 presso la Sala Refettorio della Camera dei Deputati ha messo in luce l’importanza delle cure odontoiatriche per i pazienti fragili. L’evento, organizzato dalla Società Italiana di Odontostomatologia per l’Handicap (Sioh) in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) e la Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo), ha trattato i molteplici benefici derivanti da un approccio integrato nella cura di questi soggetti.
Il valore della sinergia tra professionisti
Marco Magi, past-president di Sioh e relatore principale del convegno, ha sottolineato come la collaborazione tra diverse figure professionali, tra cui medici, psicologi, pedagogisti e famiglie, sia cruciale nel trattamento dei pazienti con disabilità. Durante il suo intervento, Magi ha evidenziato che la prevenzione è un elemento chiave, in grado di generare risparmi economici, biologici e sociali. “Una notte insonne a causa di dolori dentali non colpisce solo il paziente, ma coinvolge l’intera famiglia”, ha affermato, richiamando l’attenzione sulla necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei professionisti sanitari.
Magi ha anche messo in evidenza che la prevenzione potrebbe ridurre il numero di anestesie necessarie, limitando così i rischi associati a tali procedure per i pazienti fragili. Questo approccio non solo migliora la qualità della vita dei pazienti, ma rappresenta anche un’opportunità per il sistema sanitario di ottimizzare le risorse.
Formazione continua per una cura efficace
Nel corso della sua esposizione, Magi ha insistito sull’importanza della formazione continua per gli odontoiatri e gli igienisti dentali. Secondo il medico, è fondamentale non solo avere una preparazione scientifica riguardo alla disabilità, ma anche comprendere il contesto umano del paziente. “La preparazione e l’aggiornamento sono essenziali”, ha dichiarato, facendo riferimento all’articolo 19 del Codice di Deontologia Medica, che sottolinea l’importanza della formazione permanente.
Magi ha esortato i professionisti a non sentirsi mai arrivati, ma a continuare a studiare e ad acquisire esperienza pratica. Questo approccio non solo arricchisce la formazione professionale, ma migliora anche l’interazione con i pazienti, rendendo le cure più efficaci e personalizzate.
L’incontro rappresenta una tappa fondamentale nel percorso avviato lo scorso ottobre, con l’obiettivo di integrare l’odontoiatria speciale nel Piano Nazionale della Prevenzione (Pnp) e di istituire un tavolo tecnico nazionale dedicato a queste tematiche. La collaborazione tra le diverse istituzioni e professionisti è vista come un passo necessario per garantire un futuro migliore alle persone fragili che necessitano di cure odontoiatriche specialistiche.
