Francesco Riva, consigliere del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, ha espresso la sua visione per un cambiamento significativo nel panorama sanitario italiano. Durante il convegno “Odontoiatria speciale nel soggetto fragile”, tenutosi a Roma il 15 marzo 2025 e organizzato dalla SIOH (Società Italiana di Odontostomatologia per l’Handicap) in collaborazione con la FedEmo (Federazione delle Associazioni Emofilici), Riva ha sottolineato l’importanza di garantire assistenza a pazienti vulnerabili.
Partecipazione degli esperti
Il convegno ha visto la partecipazione di numerosi esperti del settore, uniti nell’intento di promuovere politiche più inclusive e attente alle esigenze di chi soffre di patologie complesse. Riva ha affermato: “Con l’onorevole Loizzo, vogliamo creare un mondo diverso, in cui la politica si fa carico anche di pazienti fragili. È fondamentale mettere nero su bianco l’obbligo di tutelare questi pazienti dal punto di vista sanitario”.
Confronto tra professionisti
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra professionisti della salute, legislatori e associazioni di pazienti, tutti impegnati a migliorare l’accesso alle cure odontoiatriche per le persone con disabilità o malattie croniche. La SIOH e la FedEmo hanno evidenziato come le difficoltà di accesso ai servizi sanitari possano aggravare la situazione di salute di questi individui, rendendo necessaria una revisione delle politiche attuali.
Proposta di tutela sanitaria
In questo contesto, la proposta di Riva di formalizzare l’obbligo di tutela sanitaria per i pazienti fragili si configura come un passo cruciale verso una maggiore equità nel sistema sanitario. La creazione di linee guida specifiche e l’implementazione di programmi di formazione per i professionisti del settore odontoiatrico sono tra le misure suggerite per garantire che le esigenze di questi pazienti siano adeguatamente riconosciute e soddisfatte.
Opportunità per un’assistenza inclusiva
L’evento ha quindi rappresentato non solo un momento di discussione, ma anche un’opportunità per tracciare un percorso chiaro verso un’assistenza sanitaria più inclusiva e rispettosa delle diversità.
