Malattie reumatiche: l’imaging consente diagnosi anticipate di 10 anni, ma è poco sfruttato

La gestione delle patologie reumatiche richiede diagnosi precoce e uso di imaging avanzato, come la risonanza magnetica, per migliorare gli esiti clinici e personalizzare le terapie.

Per i reumatologi, la sfida principale nella gestione delle patologie reumatiche consiste nel riconoscere e interpretare rapidamente i segni iniziali della malattia, oltre a identificare i fattori predittivi di evoluzione della patologia che non sono ancora clinicamente evidenti. Questi elementi sono fondamentali per avviare una terapia mirata in fase precoce, evitando danni irreversibili alle articolazioni e ad altri organi. Grazie ai progressi dell’imaging, integrato con strumenti di intelligenza artificiale, è ora possibile rilevare i segnali precoci e intervenire con maggiore efficacia. Per esempio, nelle persone affette da spondiloartriti, l’uso della risonanza magnetica ha ridotto i tempi di diagnosi da 7-14 anni a soli 3-4 mesi. La sensibilità e l’accuratezza di questa metodica sono cruciali per la predizione della malattia: circa 1 paziente su 4 con artrite reumatoide presenta già in fase preclinica un coinvolgimento dell’articolazione del rachide cervicale, che può evolvere in una condizione midollare grave, la quale può essere trattata precocemente se identificata tramite imaging.

Scarsa diffusione delle metodiche

Un altro aspetto rilevante è la scarsa diffusione di queste metodiche, nonostante i benefici evidenti per la salute e la sopravvivenza dei pazienti. La Diagnostic Academy 2.0, un progetto di formazione per reumatologi italiani, si sta svolgendo a Roma il 16 e 17 gennaio 2025, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza diagnostica e predittiva della risonanza magnetica in Reumatologia. L’iniziativa prevede la condivisione di casi clinici reali, evidenziando la collaborazione tra reumatologi e radiologi e valorizzando l’esperienza dei pazienti.

Importanza della diagnosi precoce

Il dottor Fausto Salaffi, associato di Reumatologia e responsabile del Centro per la diagnosi precoce e la terapia delle artriti dell’Università Politecnica delle Marche, sottolinea l’importanza di trattare i pazienti prima che sviluppino malattie conclamate. La risonanza magnetica rappresenta uno strumento chiave nella diagnosi differenziale tra artrite reumatoide e spondiloartriti, consentendo di identificare le lesioni e le alterazioni infiammatorie, come sinovite ed edema osseo, che caratterizzano le diverse patologie. Questo approccio permette di escludere condizioni di natura infettiva, neoplastica o traumatica, garantendo una diagnosi accurata e tempestiva, essenziale per un trattamento efficace e una prognosi favorevole.

Ripercussioni sulla salute dei pazienti

La presidente di Apmarr Aps-Ets, Antonella Celano, mette in evidenza che la diagnosi di malattie reumatologiche è spesso un percorso lungo e complesso, con ripercussioni negative sulla salute fisica e psicologica dei pazienti e delle loro famiglie. Grazie ai trattamenti attuali, è possibile prevenire danni irreversibili e mantenere una buona qualità della vita, ma è fondamentale che l’intervento sia tempestivo e adeguato. Un approccio strutturato, che preveda diagnosi precoce e terapie personalizzate, può migliorare significativamente gli esiti clinici.

Monitoraggio della progressione della malattia

Le metodiche di imaging non solo supportano la diagnosi, ma sono anche fondamentali nel monitoraggio della progressione della malattia. Questi strumenti consentono agli specialisti di adattare i trattamenti e valutare l’efficacia degli interventi, riducendo l’impatto delle complicanze extra-articolari. Il dottor Salaffi fa notare che il 20% dei pazienti con artrite reumatoide può sviluppare un’interstiziopatia polmonare, aumentando il rischio di mortalità. In questo contesto, la tomografia computerizzata ad alta definizione risulta utile per valutare il rischio di danni polmonari, aiutando i reumatologi a scegliere le terapie più appropriate.

Progetto formativo e collaborazione

Il progetto formativo, sostenuto da Celltrion Healthcare, si propone di diffondere conoscenze tecnico-cliniche per una gestione più efficace dei pazienti reumatologici, attraverso un approccio multidisciplinare. La Diagnostic Academy 2.0 prevede anche una seconda sessione nel mese di ottobre 2025, puntando sulla collaborazione tra reumatologi e radiologi per una diagnosi e un monitoraggio terapeutico accurati.

Accesso disomogeneo alla tecnologia

Marina Carotti, professore associato dell’Università Politecnica delle Marche, evidenzia che la risonanza magnetica è la tecnica di scelta nella diagnosi precoce di artrite reumatoide e spondiloartriti. Tuttavia, nonostante le sue potenzialità, l’accesso a questa tecnologia è ancora disomogeneo in Italia, e vi è un gap culturale da colmare. È fondamentale che i reumatologi comprendano l’importanza dell’imaging e che i radiologi siano formati per riconoscere le lesioni da valorizzare.

Intelligenza artificiale nella diagnostica

Infine, l’intelligenza artificiale sta emergendo come un importante alleato nella diagnostica. Il dottor Salaffi conclude sottolineando che l’IA e i software avanzati possono elaborare grandi quantità di dati, fornendo valutazioni predittive sull’evoluzione della malattia, contribuendo così a una gestione più efficace dei pazienti affetti da patologie reumatiche.

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