Mamma e figlia decedute a Natale a Campobasso, attesi risultati autopsie il 31 marzo

La morte di Sara Di Vita e della madre Antonella rimane un mistero, con indagini in corso su possibili tossinfezioni alimentari e responsabilità mediche.

Marco Di Paolo, medico legale della famiglia Di Vita, ha espresso preoccupazione riguardo al silenzio che circonda la tragica vicenda che ha colpito Pietracatella, un comune in provincia di Campobasso. La morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, avvenuta tra il 27 e il 28 dicembre 2025, ha lasciato molte domande senza risposta. Le due donne sono decedute a poche ore di distanza l’una dall’altra, dopo essere state visitate per ben tre volte al Pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso.

Le cause dei decessi ancora ignote

A distanza di tre mesi dai tragici eventi, le cause dei decessi rimangono un mistero. Le due autopsie, eseguite il 31 dicembre 2025, forniranno i risultati definitivi il 31 marzo 2026. I consulenti della procura, Benedetta Pia De Luca e Francesco Battista Laterza, hanno a disposizione un termine di 90 giorni per completare gli accertamenti irripetibili, termine che scade martedì prossimo, salvo eventuali proroghe.

Marco Di Paolo ha sottolineato che, a causa di un silenzio eccessivo e delle difficoltà tecniche, potrebbero essere richieste ulteriori proroghe. Secondo il medico legale, le due donne potrebbero essere decedute a causa di una tossinfezione alimentare, possibilmente provocata da una sostanza tossica o da un batterio. Sono stati esclusi botulismo ed epatite fulminante, mentre entrambe hanno manifestato sintomi gravi come vomito incoercibile e disidratazione.

Le indagini in corso

Sara Di Vita è deceduta per prima, seguita dalla madre, dopo aver accusato dolori addominali e vomito legati a un pasto consumato tra il 23 e il 25 dicembre. Le indagini iniziali hanno considerato diverse possibili cause, tra cui funghi, pesce e conservanti. Un’ipotesi ha incluso la contaminazione della farina con veleno per topi, ma questa è stata esclusa dalle analisi. L’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise ‘G. Caporale’ sta esaminando 19 tipi di alimenti, tra cui conserve e pesce, presenti nel frigorifero della famiglia.

Gianni Di Vita, 55 anni, padre di Sara e marito di Antonella, è l’unico sopravvissuto alla tragedia. Dopo un iniziale ricovero al Cardarelli, è stato trasferito allo Spallanzani di Roma, dove è rimasto per dieci giorni prima di tornare in Molise, con esami negativi. La seconda figlia della coppia non ha mostrato sintomi, in quanto non era presente al pasto incriminato.

Le autorità stanno indagando per omicidio colposo e lesioni colpose, concentrandosi sulle dimissioni delle due donne dal Pronto soccorso. Cinque medici sono attualmente sotto indagine: tre del Cardarelli e due della guardia medica, contattati dalla famiglia durante la malattia.

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