Manovra, i sindacati medici e i dirigenti sanitari esprimono forte critica: “Un disastro per il Servizio sanitario nazionale”

I sindacati medici criticano il Ministero dell’Economia per il suo ruolo dominante, denunciando effetti devastanti sulla salute pubblica e la mancanza di attenzione verso i professionisti della salute.

Anaoo Assomed, Cimo Fesmed, Fimmg, Fimp e Sumai hanno espresso forti critiche nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), accusandolo di aver “commissariato” il Governo. Questa affermazione è emersa in un contesto di crescente tensione tra le istituzioni e i professionisti della salute, che si sentono sempre più trascurati dalle politiche sanitarie attuate.

Le accuse dei sindacati medici

Il 22 dicembre 2025, i rappresentanti dei sindacati dei medici – tra cui il segretario nazionale di Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, e il presidente della Federazione Cimo-Fesmed, Guido Quici – hanno denunciato come la recente manovra economica abbia avuto effetti devastanti per i medici e i dirigenti sanitari. Secondo loro, il Mef ha assunto un ruolo dominante, non solo nel ministero della Salute, ma nel Governo nel suo complesso, portando a conseguenze negative per tutti coloro che lavorano per garantire la salute pubblica.

I sindacati hanno sottolineato che l’emendamento che avrebbe garantito risorse extracontrattuali per la dirigenza medica è stato affondato in un blitz notturno alla vigilia di Natale, un’azione che ha colpito duramente la dignità dei dirigenti sanitari. Questi ultimi, insieme ai medici convenzionati, sono stati esclusi dall’adeguamento delle prestazioni aggiuntive, un tema cruciale per affrontare il problema delle lunghe liste d’attesa.

Le conseguenze per i professionisti della salute

I sindacati hanno evidenziato come la situazione attuale stia dimenticando i 20mila specialisti ambulatoriali convenzionati pubblici, che rivestono un ruolo fondamentale nella gestione dei pazienti cronici e nel miglioramento dell’assistenza domiciliare, come previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e dal Decreto Ministeriale 77. Nonostante le richieste di attenzione, il Mef sembra ignorare la crisi della medicina generale e della pediatria di libera scelta, lasciando milioni di italiani senza un medico di fiducia.

La mancanza di attrattiva per i giovani medici e la continua riduzione del numero di medici di famiglia attivi sono problematiche che preoccupano i sindacati, che denunciano come i professionisti convenzionati siano i più tassati nel settore sanitario pubblico. Questo scenario rende evidente la necessità di affrontare questioni come la detassazione delle quote variabili legate agli obiettivi strategici nei contratti nazionali.

La lotta dei sindacati per la tutela dei diritti dei medici

I rappresentanti sindacali hanno messo in guardia su un possibile attacco ai diritti dei lavoratori, evidenziando come abbiano dovuto impegnarsi per evitare il taglio del riscatto di laurea, considerato incostituzionale. Questa misura avrebbe colpito duramente i lavoratori che hanno investito tempo e risorse nella loro formazione, sperando di raggiungere una pensione dignitosa.

I sindacati hanno espresso la loro frustrazione per la mancanza di una visione globale nella gestione della sanità, lamentando che l’attenzione sia rivolta solo alla gestione delle emergenze piuttosto che alla pianificazione di interventi a lungo termine per garantire il diritto alla salute. Secondo loro, il concetto di stato sociale è stato sostituito da una logica puramente economica, con conseguenze disastrose per il servizio sanitario.

I sindacati hanno annunciato che continueranno a opporsi con tutte le loro forze agli attacchi alla sanità e ai suoi professionisti, preparandosi a un anno di battaglie per la difesa dei diritti dei medici e per il miglioramento del sistema sanitario nazionale.

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