Martone (Sobi): “Migliorare l’accesso ai farmaci attraverso l’ottimizzazione dei processi”

Nicoletta Martone discute l’accesso equo ai farmaci e l’innovazione nelle malattie rare durante un convegno a Roma, evidenziando l’importanza di procedure regionali e collaborazione.

Il 15 aprile 2026, Nicoletta Martone, Direttore Associato per gli Affari Governativi e l’Accesso dei Pazienti di Sobi Italy, ha partecipato a un convegno a Roma intitolato ‘Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide’. Durante il suo intervento, Martone ha sottolineato l’importanza di creare procedure di negoziazione regionali e strutturate per garantire un accesso equo ai farmaci.

Nel contesto della discussione, Martone ha evidenziato due aspetti fondamentali riguardanti l’accesso ai farmaci. Da un lato, c’è un aspetto formale, rappresentato dai prontuari regionali e ospedalieri; dall’altro, un aspetto sostanziale legato alla disponibilità reale del farmaco per il paziente. Ha spiegato che questo accesso dipende da dinamiche di approvvigionamento che richiedono un’organizzazione di processo più che una semplice risposta a un bisogno clinico.

Il testo unico sulla farmaceutica e il decreto legge 19 del febbraio 2026

Martone ha proseguito la sua analisi parlando del Testo unico sulla farmaceutica attualmente in fase di realizzazione. Ha chiarito che questo documento non potrà affrontare specificamente le problematiche legate all’accesso ai farmaci, ma ha fatto riferimento a un altro compendio normativo, il decreto legge 19 del febbraio 2026, che sta per essere licenziato. Questo decreto introduce elementi che arricchiscono il codice degli appalti e prevede modalità di approvvigionamento semplificate per i farmaci con diritto esclusivo.

Martone ha esemplificato come, se le procedure negoziate fossero regionali e pianificate, come avviene in alcune aree, si potrebbe velocizzare l’accesso alle terapie per i pazienti. Ha citato il caso della Sicilia, considerata una best practice in questo ambito, specialmente per quanto riguarda le malattie rare.

L’importanza dell’innovazione nelle malattie rare

Martone ha sottolineato che l’innovazione, specialmente nelle malattie rare, non può essere valutata soltanto attraverso criteri regolatori e tecnologici. Ha affermato che l’innovazione deve avere un impatto positivo sulla salute collettiva e che il fattore tempo gioca un ruolo cruciale. Un’innovazione che arriva in ritardo può risultare inutile per il sistema sanitario.

Per Martone, è essenziale trasformare l’innovazione da un concetto teorico a una realtà concreta. Questo processo implica la riduzione delle disuguaglianze regionali attraverso sistemi di monitoraggio che considerino non solo gli outcome, ma anche l’appropriatezza delle terapie. Ha proposto la creazione di una programmazione condivisa a livello regionale, utilizzando real world data per coinvolgere tutti gli stakeholder in un dialogo costruttivo volto a integrare efficacemente l’innovazione nel sistema sanitario.

Il suo intervento ha messo in luce la necessità di un approccio collaborativo per affrontare le sfide legate all’accesso ai farmaci e all’innovazione in sanità, sottolineando l’importanza di un sistema che possa rispondere in modo adeguato alle esigenze dei pazienti.

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