L’accordo per il nuovo contratto dei medici è stato finalmente siglato, portando con sé un incremento salariale significativo che entrerà in vigore a partire da marzo 2026. Questo contratto, che riguarda i medici e i dirigenti del Servizio sanitario nazionale, è stato formalizzato all’Aran, l’agenzia preposta alla contrattazione pubblica. Tuttavia, è importante notare che la Cgil non ha partecipato alla firma, mantenendo la propria posizione di dissenso.
Il nuovo contratto e la sua importanza
Il 27 febbraio 2026, l’Aran ha annunciato la conclusione del rinnovo contrattuale per 137.000 dirigenti, di cui 120.000 sono medici e 17.000 dirigenti sanitari non medici. La bozza di contratto era stata presentata il 18 novembre 2025, ma senza il consenso delle organizzazioni sindacali Fp Cgil Medici e Fassid. Con la firma definitiva, rimane solo il dissenso della Cgil, mentre Fassid ha approvato il contratto.
L’importanza di questo accordo risiede nel fatto che rappresenta un passo decisivo per il Servizio sanitario nazionale, garantendo stabilità e riconoscimento economico ai professionisti della salute. L’Aran ha sottolineato come questo contratto risponda alle esigenze di un settore che ha vissuto sfide significative negli ultimi anni, specialmente in seguito alla pandemia.
Le risorse e gli aumenti previsti
Le risorse destinate a questo nuovo contratto ammontano a 1,2 miliardi di euro, assicurando un incremento medio del 7,27% per i medici. Gli aumenti si tradurranno in circa 491 euro mensili per 13 mensilità, con una parte di questi incrementi già visibile nelle buste paga a partire da marzo 2026. Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, ha espresso gratitudine verso le organizzazioni sindacali per il dialogo costruttivo che ha portato a questo risultato.
Inoltre, il Comitato di indirizzo delle Regioni ha approvato gli atti necessari per avviare le trattative per i contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) per il periodo 2025-2027, in linea con l’impegno del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, di garantire continuità nei rinnovi.
Protezione e valorizzazione dei professionisti
Il nuovo contratto prevede misure specifiche per la tutela dei medici, in particolare per le vittime di aggressioni. È stato introdotto un patrocinio legale a carico dell’azienda e supporto psicologico disponibile su richiesta. Queste misure sono fondamentali per garantire un ambiente di lavoro sicuro e protetto per i professionisti della salute.
Inoltre, il contratto prevede un rafforzamento della retribuzione di posizione per i dirigenti neoassunti, con un aumento del 55%. Questo è un passo importante per attrarre giovani professionisti nel Servizio sanitario nazionale. Anche le indennità di direzione di struttura complessa e le indennità di specificità per i profili medico-veterinari e sanitari sono state incrementate, contribuendo a migliorare le condizioni lavorative.
Sul fronte normativo, tra le novità più significative vi è la possibilità di ricostituire il rapporto di lavoro entro cinque anni dalla cessazione con una delle aziende di provenienza. Sono state introdotte anche misure per garantire una fruizione più efficace delle ferie, anche durante il periodo di preavviso, e specifiche tutele per il personale vittima di aggressioni, evidenziando l’attenzione verso la salute e il benessere dei lavoratori nel settore sanitario.
