Il 15 gennaio 2026, il Centro Cardiologico Monzino di Milano ha annunciato un importante progresso nel trattamento delle aritmie maligne grazie alla radioterapia stereotassica. Questo innovativo approccio, noto come “radioterapia one shot“, offre ai pazienti con tachicardie ventricolari una soluzione non invasiva e con effetti collaterali minimi. I risultati del trial clinico Stra-Mi-Vt, il primo del suo genere in Italia, sono stati recentemente pubblicati sulla rivista “Europace“.
Il trial Stra-Mi-Vt e i risultati ottenuti
Lo studio Stra-Mi-Vt ha coinvolto 20 pazienti che non avevano risposto ai trattamenti standard. I dati emersi dopo un anno di follow-up mostrano una regressione dell’aritmia in oltre l’80% dei casi, un risultato che supera le aspettative rispetto alle tecniche tradizionali. Corrado Carbucicchio, direttore dell’Unità Operativa per il Trattamento delle Aritmie Ventricolari del Monzino e principale investigatore del trial, ha sottolineato come queste evidenze rappresentino una nuova frontiera nel trattamento delle aritmie cardiache gravi e spesso letali.
Carbucicchio ha evidenziato che l’approccio innovativo si basa sull’esperienza accumulata dal 2019 e sull’impegno di un team multidisciplinare composto da aritmologi, radio-oncologi e fisici sanitari. Questo lavoro collettivo ha portato alla creazione di una strategia di cura che offre nuove speranze per i pazienti affetti da patologie cardiache complesse.
Benefici della radioterapia stereotassica
La radioterapia one shot si propone come un’alternativa efficace per i pazienti con severe cardiopatie, come quelli che hanno subito un infarto o che soffrono di malattie cardiache primitive. Queste condizioni possono portare a episodi ricorrenti di aritmie ventricolari, aumentando il rischio di morte improvvisa, anche in presenza di defibrillatori impiantabili. In Italia, le morti improvvise superano le 50.000 all’anno, rendendo urgente la ricerca di nuove soluzioni terapeutiche.
La metodica attuale, l’ablazione transcatetere, è efficace ma non sempre applicabile ai casi più gravi. La radioterapia stereotassica, invece, offre una nuova possibilità di trattamento per questi pazienti, finora privi di cure adeguate. La combinazione delle tecniche di mappaggio e ablazione sviluppate al Monzino, insieme all’eccellenza della radioterapia dell’Istituto Europeo di Oncologia, ha consentito di migliorare la precisione del trattamento.
Collaborazioni e prospettive future
Il Monzino si è storicamente distinto come centro di riferimento per il trattamento delle aritmie e continua a promuovere progetti innovativi. Lo studio Stra-Mi-Vt è considerato tra i più significativi al mondo per la metodologia utilizzata e per la complessità dei pazienti coinvolti. Gli autori dello studio ritengono che questa nuova strategia di cura possa presto estendersi anche a pazienti con forme meno gravi di aritmia.
Barbara Jereczek, co-principal investigator dello studio e direttrice della Divisione di Radioterapia dello Ieo, ha espresso il suo entusiasmo per i progressi raggiunti. Sempre più centri cardiologici stanno esplorando questa nuova modalità di trattamento, e le società scientifiche, come l’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica e la Società Europea di Radioterapia e Oncologia, stanno lavorando per definire raccomandazioni basate sui dati ottenuti.
La ricerca continua a progredire, aprendo la strada a nuove opportunità terapeutiche per i pazienti affetti da aritmie cardiache gravi.
