Il 25 agosto 2026, il mondo della neuropsichiatria infantile ha subito una grave perdita con la morte del professor Michele Zappella, avvenuta a Siena all’età di 90 anni. Zappella, figura di spicco nel campo della neuropsichiatria, è stato un pioniere nella lotta per l’integrazione dei bambini con disturbi del neurosviluppo, contribuendo in modo significativo alla comprensione e alla cura dell’autismo. La sua carriera è stata caratterizzata da importanti scoperte e un impegno costante per l’abolizione delle classi speciali e differenziali.
Un percorso di eccellenza e innovazione
Nato il 4 marzo 1936 a Viareggio, in provincia di Lucca, Michele Zappella ha intrapreso il suo percorso accademico laureandosi in Medicina e Chirurgia a Roma nel 1960. La sua specializzazione in Pediatria e Neuropsichiatria infantile, unita a un interesse per le malattie nervose e mentali, ha segnato l’inizio di una carriera dedicata alla ricerca e alla cura dei bambini. Tra il 1961 e il 1963, Zappella ha ampliato le sue competenze lavorando presso il Fountain Hospital di Londra, per poi ricevere una borsa di studio Fulbright che lo ha condotto negli Stati Uniti, al Children’s Hospital di Washington.
Dopo aver acquisito una solida esperienza internazionale, nel 1973 è tornato in Italia per assumere il ruolo di primario del reparto di Neuropsichiatria infantile all’ospedale di Siena, posizione che ha mantenuto fino al 2006. Durante questo periodo, ha anche insegnato nelle Scuole di specializzazione dell’Università di Siena, formando generazioni di medici e contribuendo alla diffusione delle conoscenze sui disturbi del neurosviluppo.
Contributi scientifici e riconoscimenti
Il professor Zappella è noto per aver scoperto due nuove sindromi cliniche e per aver proposto approcci terapeutici innovativi. Tra le sue scoperte più significative si annovera la “Zappella Variant” della sindrome di Rett, che ha ampliato la comprensione di questa patologia. La sua ricerca si è concentrata anche sul Placing Reflex, fondamentale per la diagnosi precoce delle disabilità intellettive. Zappella è stato tra i primi in Italia a occuparsi scientificamente dell’integrazione sociale e scolastica dei bambini con disabilità, pubblicando articoli sul tema già negli anni ’60.
Il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Medaglia d’oro e la cittadinanza onoraria conferitegli dal Comune di Sesto San Giovanni nel 1981 per il suo impegno nello studio e nel trattamento dell’autismo. È stato presidente dell’Associazione italiana sindrome di Tourette e vicepresidente della Società italiana di Neuropsichiatria infantile, nonché membro onorario di importanti associazioni internazionali.
Un lascito duraturo
Michele Zappella non si è limitato a svolgere attività clinica e di ricerca, ma ha anche dedicato una particolare attenzione alle famiglie dei bambini con disturbi del neurosviluppo. Ha continuato a seguire i suoi pazienti fino agli ultimi mesi della sua vita, dimostrando un attaccamento profondo alla professione e alla comunità. La sua eredita professionale si intreccia con quella familiare, essendo nipote dello scrittore e psichiatra Mario Tobino.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato un ampio cordoglio nel settore e tra coloro che hanno beneficiato del suo lavoro. I funerali del professor Zappella si svolgeranno mercoledì 26 agosto 2026, alle ore 11, nella basilica di San Domenico a Siena, proseguendo poi per il camposanto della Misericordia di Viareggio. La sua figura rimarrà impressa nella memoria collettiva come un faro di speranza e innovazione per le future generazioni di professionisti del settore.
