Il 21 marzo 2026, Paolo Bonanni, professore di Igiene all’Università degli Studi di Firenze e coordinatore scientifico del ‘Calendario vaccinale per la vita‘, ha sollevato preoccupazioni riguardo a un possibile focolaio di meningite simile a quello già registrato nel Kent, Regno Unito. Secondo l’aggiornamento del 20 marzo, nel Kent sono stati riportati 34 casi di meningite, di cui alcuni confermati come meningococco di tipo B, e due decessi. Bonanni ha sottolineato l’urgenza di aggiornare il Calendario nazionale delle vaccinazioni in Italia, per garantire una protezione adeguata e uniforme per tutti gli adolescenti.
La situazione in Italia
Negli ultimi anni, l’Italia ha registrato mediamente circa 150 casi di meningite all’anno. Tuttavia, Bonanni ha avvertito che questo numero potrebbe essere sottostimato, poiché alcune forme di meningite possono manifestarsi in modo atipico e non sempre vengono diagnosticate correttamente. Durante la pandemia, si è osservato un calo significativo dei casi, ma si prevede un aumento post-pandemia. Le attuali misure di sorveglianza, sia routinarie che specifiche per il meningococco, permettono di monitorare l’andamento della malattia, ma non garantiscono una quantificazione esatta di tutti i casi.
Rischi per gli adolescenti
Bonanni ha evidenziato che la meningite colpisce principalmente i bambini sotto i cinque anni, ma una parte significativa dei casi riguarda anche gli adolescenti. Questa fascia d’età è particolarmente vulnerabile, in quanto i ragazzi sono sia più esposti alla malattia sia potenziali trasmettitori del batterio. I sierogruppi di meningococco più comuni sono A, C, W, Y e B. Per i primi quattro esiste un vaccino quadrivalente, somministrato a partire dal secondo anno di vita, con un richiamo tra i 12 e i 16 anni. Tuttavia, la situazione è diversa per il meningococco di tipo B, che attualmente è uno dei più diffusi in Italia.
Disparità nella vaccinazione
Il vaccino contro il meningococco B, sebbene efficace e somministrabile nei primi mesi di vita, non è incluso nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) per gli adolescenti. Di conseguenza, l’accesso alla vaccinazione varia notevolmente da regione a regione. Attualmente, solo 14 delle 21 regioni italiane offrono la vaccinazione gratuitamente per gli adolescenti. In altre regioni, come Toscana, Piemonte e Valle d’Aosta, il vaccino non è previsto, mentre in Friuli Venezia Giulia e nella Provincia autonoma di Bolzano è disponibile solo su richiesta. Le restanti regioni coprono i costi con risorse proprie.
Bonanni ha concluso affermando che è fondamentale garantire una protezione uniforme per tutti i ragazzi in Italia, per evitare il rischio di un focolaio di meningite simile a quello britannico. La necessità di un intervento coordinato e uniforme è quindi più urgente che mai, per tutelare la salute pubblica e prevenire futuri focolai di contagio.
