Al Forum Risk Management di Arezzo, tenutosi il 25 novembre 2025, Francesco Saverio Mennini, capo del Dipartimento Programmazione, Dispositivi Medici, Farmaco e Politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) del Ministero della Salute, ha fornito un’analisi dettagliata dei progressi compiuti dal ministero negli ultimi tre anni. Questo periodo è stato segnato dall’insediamento del nuovo ministro della Salute, Orazio Schillaci, il quale ha avviato un percorso di rinnovamento e potenziamento del sistema sanitario italiano.
Investimenti e risorse
Durante il suo intervento, Mennini ha evidenziato come il ministero abbia stanziato risorse senza precedenti per il sistema sanitario nazionale. Tuttavia, ha sottolineato che non basta semplicemente aumentare i fondi; è fondamentale che questi vengano distribuiti con criterio, puntando a obiettivi specifici che rispondano ai reali bisogni della popolazione. La strategia ha già preso piede e il ministero continua a lavorare in questa direzione, con l’intento di garantire un’assistenza sanitaria più efficace e mirata.
Mennini ha anche parlato del disegno di legge sulle liste d’attesa, che consente al Ministero della Salute, in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), di monitorare la situazione nelle diverse Regioni. L’obiettivo è intervenire tempestivamente in caso di inefficienze, assicurando che i cittadini ricevano l’assistenza necessaria. Sono stati implementati interventi per rafforzare l’assistenza territoriale, con l’aspettativa che i risultati diventino sempre più evidenti nel tempo, specialmente nelle aree che hanno adottato le riforme più rapidamente.
Assunzioni e prevenzione
Il piano straordinario per l’assunzione di medici e infermieri rappresenta un altro punto cruciale del discorso di Mennini. Per la prima volta nella storia del SSN, è stato incrementato il Fondo per la Prevenzione, considerato un aspetto fondamentale per tutelare la salute dei cittadini. La prevenzione viene vista come un investimento strategico, capace di migliorare la qualità della vita e ridurre i costi a lungo termine.
Un altro tema rilevante è la redazione di un Piano Sanitario Nazionale, assente da circa 15-18 anni. Mennini ha comunicato che la prima bozza è già stata elaborata e che nei prossimi mesi ci saranno discussioni con Agenas, l’Istituto Superiore di Sanità e le Regioni, con l’obiettivo di definire il piano entro il 2026.
Obiettivi futuri e riforme
Il capo dipartimento ha chiarito che l’intento principale non è il risparmio, ma considerare la sanità come un investimento. Si punta a ridurre il divario tra le diverse Regioni, affrontando le disparità esistenti. Le riforme in atto, compresa quella sull’assistenza ospedaliera e territoriale, mirano a stabilire nuovi standard per garantire un accesso più rapido ai trattamenti e alle cure.
Mennini ha anche sottolineato l’importanza delle risorse destinate al piano straordinario di assunzioni, agli investimenti nella sanità digitale e all’intelligenza artificiale. Ogni anno, il ministero prevede di rivedere i fondi, che non sono straordinari, ma parte di un piano a lungo termine. I 7,4 miliardi di euro aggiuntivi previsti per il 2026 sono destinati a garantire continuità e sostenibilità nel tempo, sostituendo i fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
