Il reparto di Radioterapia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma ha recentemente introdotto una tecnologia innovativa per il trattamento delle metastasi cerebrali, nota come HyperArc. Questa soluzione, che si distingue per la sua precisione e rapidità, è particolarmente utile per i pazienti affetti da metastasi multiple, rendendo il processo di somministrazione della radioterapia più efficace e meno invasivo.
Il direttore del reparto, Mattia Falchetto Osti, ha spiegato che HyperArc è un software avanzato integrato con gli acceleratori lineari utilizzati nel reparto, il quale automatizza la pianificazione e l’erogazione della radioterapia stereotassica. Questa tecnica è non invasiva e consente di trattare volumi di piccole dimensioni, somministrando dosi elevate di radiazioni mirate, senza danneggiare il tessuto sano circostante. “Le dosi alte di radioterapia, capaci di eliminare le cellule tumorali, vengono concentrate su un volume di massimo 5-6 centimetri di diametro”, ha dichiarato Falchetto Osti.
Caratteristiche di Hyperarc
Una delle principali innovazioni di HyperArc è la capacità di trattare simultaneamente più metastasi, utilizzando un unico punto di rotazione, noto come isocentro. Questo approccio consente di colpire il tumore con una precisione millimetrica, riducendo il rischio di danneggiare aree critiche del cervello e preservando funzioni cognitive e memoria. Inoltre, il trattamento è notevolmente veloce, con sedute che durano tra i 10 e i 15 minuti, senza necessità di anestesia o ricovero. Questo aspetto è fondamentale per permettere ai pazienti di tornare rapidamente alle loro attività quotidiane.
La radioterapia stereotassica, utilizzata con HyperArc, presenta anche minori effetti collaterali, poiché l’irradiazione è circoscritta al tumore, evitando problemi comuni come affaticamento, perdita di capelli e nausea. “Il macchinario ruota attorno al paziente, permettendo al fascio di radiazioni di colpire il tumore da diverse angolazioni”, ha descritto lo specialista, evidenziando l’ottimizzazione della dose sul bersaglio.
Risultati e sperimentazione
Fino ad oggi, la nuova tecnologia è stata testata su circa 70 pazienti, con risultati positivi nel 97% dei casi. Sebbene ciò non indichi necessariamente una guarigione completa, significa che la malattia non è progredita o che la massa tumorale si è ridotta. Falchetto Osti ha sottolineato che, nonostante la tecnica sia ben tollerata, non è applicabile a tutti i pazienti, in quanto la maggior parte di essi si trova in stadi avanzati della malattia. Tuttavia, il controllo locale è elevato e la prognosi dipende anche dall’evoluzione della patologia extracranica.
La competenza e l’esperienza del personale sono cruciali per l’utilizzo di questa tecnologia avanzata. “La fisica sanitaria gioca un ruolo fondamentale nella determinazione della dose corretta da somministrare”, ha aggiunto il direttore del reparto. Il lavoro di team tra diversi reparti è essenziale, poiché il tumore è considerato un nemico da combattere con sinergia e coordinazione.
Il futuro della radioterapia al Sant’Andrea
Il Sant’Andrea si distingue come uno dei pochi centri in Italia a utilizzare HyperArc, rappresentando un passo avanti significativo nella lotta contro le metastasi cerebrali. Gli oncologi hanno osservato un aumento delle metastasi cerebrali negli ultimi anni, rendendo la radioterapia, e in particolare tecnologie come HyperArc, una possibilità concreta per migliorare le aspettative di vita dei pazienti. La sperimentazione e la ricerca sono parte integrante dell’approccio del Sant’Andrea, dove l’innovazione nella cura dei pazienti è una priorità costante.
