‘Miele da sballo’: preoccupazione tra i giovani per il rischio di dipendenze

Il medico Massimo Barra avverte sui rischi del miele da sballo e del crack tra i giovani, sottolineando la necessità di una maggiore consapevolezza e interventi mirati.

Massimo Barra, medico e fondatore di Villa Maraini, ha recentemente commentato il fenomeno del cosiddetto miele da sballo, una sostanza che ha portato un giovane di 17 anni della provincia di Napoli in coma. Barra ha affermato che questo prodotto non rappresenta una novità nel panorama delle sostanze stupefacenti, evidenziando che l’uso di cannabis con alta concentrazione di THC è un fenomeno noto da tempo. Le sue osservazioni sono state rilasciate all’agenzia Adnkronos Salute il 4 giugno 2026, in un contesto in cui l’attenzione sulla salute giovanile è sempre più centrale.

Il miele da sballo e la sua diffusione

Il miele da sballo è una forma di cannabis che può essere assunta in modo che appare meno traumatica e più accettabile per i giovani. Secondo Barra, questa modalità di assunzione è scelta da chi cerca di “sconvolgersi” e può sembrare più innocua rispetto ad altre forme di consumo. Tuttavia, l’esperto mette in guardia sul fatto che questa pratica può rappresentare un primo passo verso il consumo di sostanze più pericolose. La crescente popolarità di questo prodotto tra i giovani è motivo di preoccupazione, poiché può portare a comportamenti rischiosi e alla dipendenza.

Barra ha sottolineato che l’uso di miele da sballo non è isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di consumo di sostanze tra i giovani. La sua analisi mette in evidenza la necessità di una maggiore consapevolezza riguardo ai rischi associati a questa sostanza, che, sebbene non nuova, sta riemergendo con una nuova forma di attrattiva. La cannabis con livelli di THC più elevati rispetto a vent’anni fa è un fenomeno che richiede attenzione e interventi adeguati.

I rischi del crack tra i giovani

Oltre al miele da sballo, Barra ha espresso preoccupazione per la diffusione del crack tra le nuove generazioni. Questa sostanza è particolarmente pericolosa e sta diventando sempre più comune tra i giovani. L’esperto ha dichiarato che l’uso di crack è un problema che spesso lascia i professionisti della salute impotenti, poiché gli effetti di questa sostanza sono devastanti e possono portare a un deterioramento rapido della salute mentale e fisica dei ragazzi.

Barra ha evidenziato che il crack è una sostanza fortemente eccitante e che i giovani che ne fanno uso mostrano segni di grave disagio. Questo allerta non solo i professionisti, ma anche le famiglie e la società in generale, sulla necessità di affrontare il problema della tossicodipendenza in modo più incisivo e mirato. La dipendenza non è limitata a specifiche categorie sociali; colpisce persone di ogni estrazione, rendendo il problema ancora più complesso e difficile da affrontare.

La democratizzazione della droga

Il medico ha concluso il suo intervento sottolineando che la droga è un fenomeno democratico, che non discrimina e colpisce tutti. Persone di ogni classe sociale, da quelle più abbienti a quelle meno fortunate, possono trovarsi ad affrontare problemi di tossicodipendenza. Barra ha affermato che la sostanza assunta è solo uno degli aspetti da considerare; la risposta individuale dipende anche dalla struttura cerebrale di ciascuno. Questa variabilità è fondamentale nella comprensione degli effetti delle sostanze e nella progettazione di strategie di intervento efficaci.

La questione della tossicodipendenza richiede un’attenzione costante e un approccio multidisciplinare per affrontare le sfide che si presentano, specialmente tra i giovani. La salute pubblica deve rimanere al centro del dibattito, per garantire che le generazioni future possano crescere in un ambiente più sano e consapevole.

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