Mielofibrosi: l’ematologo Passamonti conferma i benefici del momelotinib sull’emoglobina

Il momelotinib emerge come innovativo trattamento per la mielofibrosi, migliorando i livelli di emoglobina e riducendo la necessità di trasfusioni, con impatti positivi sulla qualità della vita dei pazienti.

Il momelotinib rappresenta una novità significativa nel panorama dei farmaci per la mielofibrosi in Italia. Questo farmaco, uno dei tre inibitori della famiglia degli Jak attualmente disponibili e rimborsati, si distingue per le sue caratteristiche uniche. Infatti, oltre a inibire i recettori Jak 1 e Jak 2, il momelotinib agisce anche su un pathway noto come Acvr1, responsabile dell’anemia, migliorando così i livelli di emoglobina nei pazienti. A dichiararlo è stato il dottor Francesco Passamonti, direttore della Struttura Complessa di Ematologia della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, durante una conferenza stampa tenutasi il 28 gennaio 2026.

Le caratteristiche del momelotinib

Il dottor Passamonti ha sottolineato come il momelotinib possa migliorare i livelli di emoglobina, portandoli a valori compresi tra 9 e 10, con la possibilità di superare anche il valore di 10 grammi per decilitro. Questa caratteristica lo differenzia nettamente dagli altri inibitori Jak presenti sul mercato. “Nei pazienti che ricevono trasfusioni, il farmaco ha dimostrato di poter aumentare i livelli di emoglobina e, in alcuni casi, rendere i pazienti indipendenti dalle trasfusioni”, ha affermato il medico.

Gli studi clinici Simplify-1 e Simplify-2 hanno fornito dati fondamentali riguardo all’efficacia di questo farmaco. I risultati ottenuti hanno indicato che i pazienti che migliorano i livelli di emoglobina, raggiungendo valori superiori a 10, hanno una maggiore probabilità di sopravvivenza. Questo implica che il momelotinib non solo è efficace nel migliorare i sintomi legati alla splenomegalia, ma ha anche un impatto positivo sulla qualità della vita dei pazienti.

Impatto sociale e clinico del trattamento

Il dottor Passamonti ha evidenziato l’importanza del momelotinib non solo dal punto di vista clinico, ma anche sociale. L’anemia, infatti, è una condizione che provoca stanchezza e riduce la qualità della vita. Il trattamento con momelotinib può alleviare questi sintomi, contribuendo a migliorare il benessere generale dei pazienti. “Anche se non possiamo garantire un miglioramento al 100%, possiamo affermare che la maggior parte dei pazienti trarrà beneficio dal trattamento”, ha detto Passamonti.

Inoltre, il farmaco rappresenta un’opzione preziosa per i pazienti che necessitano di trasfusioni. Le trasfusioni possono comportare un sovraccarico di ferro e richiedono la presenza di un caregiver, poiché il trattamento avviene in Day Hospital. La possibilità di ridurre la necessità di trasfusioni attraverso l’uso di momelotinib offre un notevole vantaggio sia dal punto di vista clinico che pratico, migliorando la gestione della malattia e semplificando la vita quotidiana dei pazienti.

Il dottor Passamonti ha concluso affermando che il momelotinib si pone come un farmaco cardine nella terapia della mielofibrosi, rappresentando un importante passo avanti nella cura di questa malattia complessa.

Condivi su: