Il 5 febbraio 2026, durante le Olimpiadi invernali di Milano Cortina, si è registrato un caso di contagio da norovirus che ha colpito quattro atlete della nazionale finlandese di hockey su ghiaccio. Le atlete sono state prontamente isolate e messe in quarantena, portando al rinvio della partita prevista tra Finlandia e Canada. Questo episodio ha sollevato interrogativi sulla possibilità di diffusione di virus all’interno del Villaggio olimpico, un ambiente affollato e propenso alla trasmissione di malattie infettive.
Il rischio di contagio nel villaggio olimpico
Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive presso l’ospedale San Martino di Genova, ha commentato la situazione, evidenziando che il norovirus è altamente contagioso e può diffondersi rapidamente attraverso superfici contaminate e liquidi. Sebbene non sia una malattia grave e tenda a risolversi da sola, la sua capacità di propagazione rappresenta una seria preoccupazione in un contesto come quello delle Olimpiadi, dove si concentrano atleti e spettatori in spazi ristretti.
Le condizioni climatiche invernali non facilitano la situazione; infatti, oltre al norovirus, la stagione è caratterizzata dalla presenza di virus respiratori, tra cui l’influenza e il Covid-19, che, sebbene in calo, continuano a circolare. La presenza di un gran numero di persone in un ambiente chiuso aumenta il rischio di contagio, come sottolinea Bassetti.
Le parole degli esperti
Massimo Andreoni, direttore scientifico della SIMIT (Società italiana malattie infettive e tropicali), ha ribadito che le manifestazioni sportive sono frequentemente teatro di focolai di virus respiratori. La condivisione di spazi e alloggi tra atleti e staff può facilitare la trasmissione di malattie, simile a quanto avviene nelle scuole. Andreoni ha specificato che attualmente i principali rischi per gli atleti sono rappresentati dall’influenza e dal Covid-19, virus che già circolano nella popolazione generale.
Bassetti ha confermato l’importanza di mettere in quarantena le atlete colpite dal norovirus, sottolineando che è fondamentale non sottovalutare il problema. Ha esortato a sperare che non si verifichino ulteriori casi, poiché un focolaio di norovirus potrebbe causare un numero elevato di infezioni, simile a quanto si verifica su navi da crociera o in scuole.
Misure di prevenzione e precauzioni
In risposta alla situazione, gli esperti hanno discusso le possibili misure di prevenzione. Andreoni ha sottolineato l’importanza dell’isolamento per i casi confermati e ha raccomandato l’adozione di precauzioni già note, come l’uso di mascherine e il lavaggio delle mani in ambienti chiusi. La vigilanza sui segnali di allerta è cruciale per evitare che le Olimpiadi si trasformino in un contesto sanitario problematico.
La situazione attuale richiede un’attenta gestione della salute pubblica, soprattutto in un contesto così visibile e significativo come le Olimpiadi invernali, dove la salute degli atleti e dei partecipanti deve rimanere una priorità assoluta.
