La Regione Toscana è pronta a lanciare un’importante iniziativa nel settore della salute, con l’inaugurazione di ben 70 Case della comunità. Questo progetto, che rappresenta un passo significativo verso l’integrazione tra i servizi sociali e sanitari, è stato annunciato da Monia Monni, assessore alla Salute, durante il Forum Risk Management, in corso ad Arezzo fino al 27 novembre 2025.
Il progetto delle case della comunità
Monia Monni ha sottolineato l’importanza di un approccio olistico nella gestione della salute, evidenziando come la salute e il sociale siano interconnessi nella vita quotidiana delle persone. Durante il forum, Monni ha dichiarato: “La riunificazione del sociale alla sanità è fondamentale. Non si tratta solo di un aspetto burocratico, ma di un’esigenza reale, poiché problemi di salute spesso si accompagnano a difficoltà economiche e sociali“. Questo approccio mira a garantire che le persone siano assistite in modo completo, affrontando non solo le loro esigenze mediche ma anche le sfide legate alla povertà e alla precarietà lavorativa.
Umanizzazione delle cure
L’assessore ha evidenziato che le nuove Case della comunità saranno spazi vitali e accessibili, progettati per rispondere in modo efficace alle necessità dei cittadini. Monni ha affermato che l’umanizzazione delle cure deve essere al centro del sistema sanitario: “La cura non è solo un aspetto medico, ma implica anche un supporto sociale e relazionale”. Questo approccio è considerato cruciale per costruire una relazione di fiducia tra il personale sanitario e i pazienti, affinché i cittadini non vengano visti esclusivamente come malati.
Investimenti e sostenibilità
Monni ha anche messo in evidenza l’impegno della Regione nel garantire servizi non sempre coperti dai Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) nazionali, ma considerati fondamentali per il benessere della popolazione toscana. “Stiamo facendo investimenti continui per garantire la salute dei cittadini“, ha dichiarato. Inoltre, l’assessore ha accennato alla possibilità di rimuovere l’addizionale, aumentata in precedenza, per migliorare l’accesso ai servizi. Tuttavia, ha avvertito che le risorse nazionali sono sempre più limitate, richiedendo una razionalizzazione della spesa e un’ottimizzazione del sistema.
Monni ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza di valorizzare il personale sanitario, in particolare in aree meno appetibili per i professionisti. La creazione di una rete di assistenza territoriale efficace rappresenta una strategia fondamentale per alleviare la pressione sugli ospedali e garantire risposte tempestive ai bisogni dei cittadini.
