ROMA – A distanza di oltre una settimana dalle violente alluvioni che hanno colpito il bacino fluviale del Bhotekoshi-Trishuli in Nepal, l’UNICEF ha lanciato un allarme: 22.000 bambini necessitano urgentemente di acqua potabile, servizi igienico-sanitari e assistenza igienica. Questa situazione critica è stata comunicata attraverso un comunicato ufficiale dell’organizzazione.
Analisi dei danni
Un’analisi dei danni evidenzia che i sistemi di approvvigionamento idrico sono stati gravemente compromessi in tutti i distretti interessati. Gli impianti comunitari e le reti idriche più ampie hanno subito danni significativi, mentre molte strutture igienico-sanitarie sono state distrutte. Le famiglie, ora costrette a convivere in abitazioni sovraffollate e in centri di accoglienza, si trovano in condizioni che favoriscono la diffusione di malattie infettive e legate all’acqua.
Situazione dei genitori
Alice Akunga, rappresentante dell’UNICEF in Nepal, ha sottolineato la difficile situazione in cui si trovano i genitori: “Ogni giorno si pongono la stessa domanda: dove posso trovare acqua sicura per mio figlio?”. La mancanza di servizi igienici e di reti idriche funzionanti, unita alla condivisione di spazi ristretti da parte di molte persone, rende la gestione delle condizioni igieniche estremamente complessa. Il rischio di malattie trasmesse dall’acqua aumenta rapidamente, ma è possibile prevenirlo. Garantire accesso a acqua potabile e servizi igienico-sanitari è una priorità assoluta.
Risposta all’emergenza
In risposta a questa emergenza, l’UNICEF ha già distribuito aiuti essenziali per l’approvvigionamento idrico e servizi igienico-sanitari a circa 19.000 individui nelle province di Rasuwa e Nuwakot. Tra i materiali inviati ci sono oltre 3.800 kit igienici, 3.300 taniche pieghevoli da 10 litri, 3.500 secchi e recipienti, oltre a flaconi di soluzione per il trattamento dell’acqua e teloni per la protezione.
Collaborazione e sensibilizzazione
L’UNICEF sta collaborando con le autorità locali e partner per monitorare la salute pubblica, promuovere pratiche igieniche e prevenire epidemie. Messaggi informativi su igiene e gestione dell’acqua vengono diffusi attraverso SMS, radio, social media e reti comunitarie. Gli abbonati ai servizi di telefonia mobile possono ricevere avvisi senza costi aggiuntivi, mentre oltre 600 operatori sono attivi nella sensibilizzazione delle comunità colpite.
Miglioramento dell’accesso all’acqua
Con il miglioramento dell’accesso all’acqua, l’UNICEF prevede di rafforzare le misure di emergenza, includendo il trattamento domestico dell’acqua, il monitoraggio della qualità dell’acqua e la creazione di strutture igienico-sanitarie temporanee. Saranno forniti anche prodotti essenziali per l’igiene generale e mestruale nelle comunità e nei centri di accoglienza.
Ripristino delle infrastrutture
“Ripristinare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari richiede tempo e non può essere completato in una sola settimana”, ha affermato Akunga. “Stiamo già fornendo prodotti per il trattamento dell’acqua e beni di prima necessità. Tuttavia, è fondamentale riparare e ricostruire le infrastrutture idriche danneggiate, le pompe e i servizi igienici in modo che possano resistere a future alluvioni. È necessario rendere le comunità più sicure e resilienti, altrimenti ci troveremo a ripetere questa situazione dopo il prossimo disastro, con i bambini che pagheranno sempre il prezzo più alto”.
