Nozza (UniSR): l’importanza dell’aderenza anti-Hiv in terapia e prevenzione

La professoressa Silvia Nozza discute l’importanza dell’aderenza ai trattamenti per l’HIV e le innovazioni terapeutiche durante la 18esima edizione dell’ICAR a Catania.

Il 22 maggio 2026, durante la 18esima edizione della Italian Conference on Aids and Antiviral Research (ICAR), tenutasi a Catania, la professoressa Silvia Nozza, esperta in Malattie infettive presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha discusso l’importanza dell’aderenza ai trattamenti per l’HIV. La Nozza ha evidenziato come i progressi nella terapia, in particolare con l’uso degli inibitori dell’integrasi di ultima generazione, abbiano migliorato la flessibilità nel trattamento e nella prevenzione dell’infezione.

L’aderenza ai farmaci è un fattore cruciale, secondo la professoressa, poiché anche una piccola discontinuità, come dimenticare una dose, può influenzare il controllo della replicazione virale. Tuttavia, ha avvertito che questa tolleranza ha dei limiti; uno stile di vita non compatibile con la continuità terapeutica può portare a una perdita di aderenza nel tempo.

La prevenzione pre-esposizione e le sue sfide

Nozza ha anche trattato il tema della prevenzione pre-esposizione (PrEP), sottolineando che questa strategia è efficace solo se il farmaco è assunto in modo corretto e regolare prima e dopo l’esposizione al virus. Ha messo in evidenza che la mancata assunzione della PrEP può portare a un rischio di infezione persistente. Inoltre, ha notato che esistono differenze biologiche che possono influenzare l’efficacia della PrEP, in particolare per le donne, che possono essere più vulnerabili se non seguono rigorosamente il regime di assunzione.

Le terapie long acting: un cambiamento significativo

La professoressa Nozza ha descritto le terapie long acting come una vera innovazione nel trattamento dell’HIV. Queste terapie, che non richiedono un’assunzione quotidiana, rappresentano una soluzione altamente efficace sia per il trattamento che per la prevenzione. Le iniezioni ogni due mesi, e potenzialmente ogni quattro mesi in futuro, offrono un’alternativa che supera molte delle criticità associate agli stili di vita dei pazienti.

Un aspetto rilevante di queste terapie è la loro capacità di ridurre lo stigma e l’autostigma. La Nozza ha spiegato che assumere una compressa ogni giorno può ricordare costantemente ai pazienti la loro condizione, mentre una terapia iniettiva a intervalli più lunghi può cambiare radicalmente la loro percezione di sé e della loro vita quotidiana. Questo cambiamento rappresenta un passo importante verso una gestione più libera e sostenibile della terapia nel tempo.

La conferenza ha quindi messo in luce non solo i progressi scientifici nel trattamento dell’HIV, ma anche l’importanza di un approccio che tenga conto delle esigenze e delle esperienze dei pazienti.

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