Roma ha accolto due piccoli guerrieri che, grazie a un intervento chirurgico innovativo, hanno ricevuto un dono inestimabile: un nuovo cuore. Il 30 dicembre 2025, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha reso noto il successo di due trapianti di cuore effettuati su Marco e Andrea, rispettivamente di 6 e 8 anni, che hanno così potuto festeggiare il Natale con le loro famiglie.
Dettagli degli interventi di trapianto
Il 18 e il 20 dicembre 2025, Marco e Andrea sono stati sottoposti a interventi di trapianto di cuore presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Marco, un bambino di 6 anni, soffriva di cardiomiopatia restrittiva ed era in attesa di un trapianto dall’ottobre scorso. Andrea, invece, di 8 anni, aveva una cardiopatia congenita complessa ed era già stato sottoposto a un intervento correttivo. La sua attesa per il trapianto durava da un anno e mezzo. La gioia di Marco è stata palpabile quando, risvegliatosi dall’anestesia, ha chiesto se Babbo Natale sarebbe venuto a trovarlo.
Innovazioni nel trattamento di Andrea
La situazione clinica di Andrea era particolarmente delicata. La sua patologia e i precedenti interventi avevano portato a una sensibilizzazione continua del sistema immunitario, complicando notevolmente la possibilità di effettuare il trapianto. Per affrontare questa sfida, i medici hanno impiegato un nuovo farmaco, mai utilizzato prima in ambito pediatrico, che agisce sulle cellule della memoria immunitaria. Questo trattamento ha permesso di ridurre il numero di anticorpi, rendendo possibile il trapianto di cuore.
Le equipe mediche coinvolte
Gli interventi sono stati effettuati da due equipe cardiochirurgiche distinte, ciascuna guidata da esperti nel settore. Il dottor Lorenzo Galletti ha condotto l’operazione di Marco, mentre il dottor Adriano Carotti ha seguito quella di Andrea. Entrambi i bambini sono stati seguiti nel loro percorso di recupero dalla dottoressa Rachele Adorisio e sono attualmente ricoverati nell’unità di Anestesia e Rianimazione Cardiochirurgica, sotto la supervisione del dottor Luca Di Chiara. La sinergia tra i professionisti ha contribuito a un esito positivo, permettendo ai piccoli pazienti di tornare a sorridere e di trascorrere le festività con i propri cari.

