Obesità infantile: un intervento precoce ‘riprogramma’ il metabolismo dei bambini

Il progetto Resilient dell’ospedale Bambino Gesù affronta l’obesità infantile con un approccio multidisciplinare, migliorando peso, metabolismo e capacità cognitive in bambini tra i 6 e gli 11 anni.

Il 2 marzo 2026, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha presentato i risultati di un innovativo progetto di ricerca denominato Resilient, volto a combattere il sovrappeso e l’obesità infantile. Questa iniziativa si distingue per un approccio multidisciplinare che non si limita a dieta e attività fisica, ma include interventi mirati su funzioni cognitive, abitudini e meccanismi cerebrali. L’obiettivo è ripristinare l’equilibrio tra fame, sazietà e consumo energetico, intervenendo in una fase cruciale dello sviluppo, tra i 6 e gli 11 anni.

Interventi precoci per un cambiamento duraturo

Il progetto Resilient ha coinvolto 120 bambini, dimostrando che un programma di 5 mesi può apportare significativi miglioramenti in termini di peso, metabolismo, qualità del sonno e capacità cognitive. L’importanza di intervenire in questa fascia d’età è legata alla massima plasticità cerebrale, che permette di “rimettere in carreggiata” le vie neurali del metabolismo. I risultati del progetto, finanziato dall’Unione Europea attraverso i fondi Pnrr, sono stati ottenuti grazie alla collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa e l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno.

L’approccio multidisciplinare ha visto la partecipazione di un team composto da endocrinologi, nutrizionisti, psicologi e altri specialisti, che hanno lavorato insieme per affrontare le complesse problematiche legate all’obesità infantile. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, l’eccesso di peso in età pediatrica è una delle principali emergenze di salute pubblica in Italia, interessando quasi un bambino su tre.

Il contesto dell’obesità infantile in Italia

L’analisi del fenomeno dell’obesità infantile in Italia evidenzia che il 29,7% dei bambini presenta un eccesso ponderale, con il 19% in sovrappeso e il 10,7% obesi. Questi dati, sebbene mostrino una lieve diminuzione negli ultimi anni, collocano l’Italia tra i paesi europei con le percentuali più elevate. L’ospedale Bambino Gesù registra annualmente circa 1.700 accessi ambulatoriali e 1.000 Day Hospital per bambini e adolescenti con problemi di peso, inclusi circa 200 casi di forme secondarie o genetiche.

All’interno dell’Unità di Endocrinologia e Diabetologia, diretta dal professor Stefano Cianfarani, è attivo un servizio di Educazione Alimentare, gestito dal dottor Danilo Fintini, dedicato alla gestione clinica dei pazienti e al coinvolgimento delle famiglie nel percorso di cura. Questo approccio è fondamentale per affrontare le conseguenze a lungo termine legate all’obesità, che non si limitano al solo aspetto fisico, ma includono anche disturbi del sonno e fragilità cognitive.

Strategie innovative e risultati promettenti

Il progetto Resilient ha dimostrato che è possibile intervenire efficacemente sulla condizione di sovrappeso e obesità infantile attraverso un approccio integrato. I bambini coinvolti nello studio, tutti con obesità o sovrappeso, hanno partecipato a un programma che ha incluso educazione alimentare, attività fisica strutturata e un coinvolgimento attivo dei genitori. Le prime otto settimane hanno visto i bambini impegnati in incontri settimanali online con nutrizionisti e psicologi, seguiti da una fase di consolidamento meno intensiva.

Un aspetto innovativo del progetto è stato l’inserimento di un training cognitivo computerizzato, mirato a potenziare attenzione e memoria. Questo elemento ha portato a benefici significativi, in particolare per quanto riguarda il sonno e l’autoregolazione dei bambini, evidenziando l’importanza di un approccio che integri mente e corpo.

I risultati del percorso hanno mostrato un miglioramento generale in tutte le variabili considerate nello studio, come composizione corporea, forza muscolare e abilità cognitive. L’approccio personalizzato e completo del progetto Resilient offre nuove prospettive per affrontare l’obesità infantile, dimostrando l’efficacia di percorsi che integrano nutrizione, attività fisica e supporto psicologico, rendendo il modello potenzialmente replicabile su larga scala.

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