Il 6 marzo 2026, presso la Sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, è stato presentato un nuovo progetto pilota della ASL Roma 1, volto a combattere l’obesità severa in persone vulnerabili. L’iniziativa si propone di affrontare non solo la patologia clinica, ma anche le disuguaglianze sociali che essa comporta, attraverso un approccio multidisciplinare che integra prevenzione, cure e assistenza territoriale.
Il progetto pilota della asl roma 1
Il progetto ha come obiettivo principale quello di fornire un “Percorso multidisciplinare di presa in carico territoriale” per le persone affette da obesità severa, in particolare per coloro che vivono in condizioni di fragilità socio-economica. Durante il convegno intitolato “Obesità, una malattia cronica: il ruolo della regione Lazio tra prevenzione, cura e lotta allo stigma”, il presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, ha aperto i lavori, mentre il Direttore Generale della ASL Roma 1, Giuseppe Quintavalle, ha illustrato i dettagli del progetto.
La necessità di un intervento così mirato è sottolineata dai dati ISTAT, che indicano come circa il 10% della popolazione adulta nel Lazio sia colpita da obesità, con oltre 150.000 individui in condizioni di gravità estrema. Questi pazienti presentano un rischio elevato di sviluppare malattie croniche, come diabete e patologie cardiovascolari, creando un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Regionale.
Normative e linee guida
Il progetto si inserisce nel contesto della Legge nazionale 3 ottobre 2025, n. 149, che ha riconosciuto ufficialmente l’obesità come malattia cronica, e segue le indicazioni del DM 77/2022, mirato al potenziamento dell’assistenza territoriale. La ASL Roma 1 intende ridurre le ospedalizzazioni e migliorare i parametri metabolici dei pazienti, offrendo un servizio gratuito e concreto a un’emergenza sanitaria che spesso viene trascurata.
L’evento ha anche l’obiettivo di stimolare un dialogo tra le istituzioni, la comunità scientifica e le associazioni di pazienti. Tra i traguardi da raggiungere ci sono la valorizzazione di un modello regionale che integri prevenzione e cura, la promozione di una presa in carico multidisciplinare e la lotta contro lo stigma associato all’obesità.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Il presidente Aurigemma ha commentato l’iniziativa, evidenziando come rappresenti una risposta innovativa a un problema spesso sottovalutato. Ha sottolineato l’importanza della Legge 149 e come il progetto possa contribuire a superare pregiudizi, affermando che l’obesità è una patologia complessa che richiede rispetto e cure adeguate. Aurigemma ha aggiunto che, attraverso questo percorso gratuito, i pazienti più vulnerabili avranno accesso a un’équipe di esperti, tra cui medici, psicologi e nutrizionisti, per migliorare la loro salute.
Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale della ASL Roma 1, ha dichiarato che il progetto segna un passo importante verso una sanità che si occupa della persona nella sua totalità. Ha ribadito che l’obesità severa non è una scelta personale, ma una malattia cronica che influisce sulla vita dei cittadini. L’obiettivo è garantire che tutti abbiano accesso a cure adeguate, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche.
Partecipazione e supporto istituzionale
L’incontro ha visto la partecipazione di numerosi attori del sistema salute, tra cui i membri dell’intergruppo consiliare “Prevenzione dell’obesità e delle patologie cardiovascolari”, come Luciano Nobili, Nazzareno Neri e Rodolfo Lena. Hanno preso parte anche figure di spicco come Roberto Pella, promotore della legge nazionale, e Daniela Sbrollini, senatrice, oltre a rappresentanti di associazioni e del mondo scientifico.
Il progetto pilota della ASL Roma 1 si propone di diventare un punto di riferimento per l’intera regione, garantendo una sanità equa e sostenibile, rispondendo alle esigenze dei cittadini più fragili e creando una rete di supporto che integri il sociale e il sanitario.
