L’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri ha espresso la propria indignazione in merito a un recente episodio di **violenza** avvenuto il **21 gennaio 2026** presso il **Pronto soccorso** dell’ospedale **Vannini**, situato nella capitale. Un **medico**, mentre era impegnato nel proprio turno, è stato **aggredito**, un fatto che ha suscitato una forte reazione da parte della **comunità sanitaria**. L’Ordine ha definito l’**aggressione** non solo un attacco a un **professionista** della **salute**, ma anche una ferita inferta all’intero **sistema sanitario** e ai **diritti** dei **cittadini**.
La violenza contro il personale sanitario
Il **22 gennaio 2026**, in una nota ufficiale, l’Ordine dei **medici** di Roma ha voluto manifestare la propria **solidarietà** al **medico** coinvolto nell’**aggressione**. Questo è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi di **violenza** contro il **personale sanitario**, che si trovano a operare in condizioni di **insicurezza**, nonostante il loro **impegno** quotidiano. L’Ordine ha sottolineato che la **violenza** non può mai giustificarsi, né può essere considerata una risposta alle **difficoltà** strutturali o alle **attese** dei **pazienti**.
Il **personale sanitario**, composto da **medici**, **infermieri** e **operatori sociosanitari**, affronta quotidianamente **carichi di lavoro** elevati e **situazioni critiche**, ma si trova costretto a lavorare in un contesto in cui la propria **incolumità** è messa a rischio. L’Ordine ha denunciato che è inaccettabile che chi si dedica alla **salute** degli altri debba temere per la propria **vita**.
Richieste di maggiore sicurezza
L’Ordine dei **medici** di Roma ha avviato una serie di **richieste** per migliorare la **sicurezza** nei **presidi ospedalieri**. È stato chiesto un **potenziamento** immediato delle **misure di sicurezza**, con particolare attenzione ai **pronto soccorso** e alle **aree ad alto rischio**. Inoltre, l’Ordine ha sollecitato le **istituzioni** a garantire che le **normative** vigenti contro le **aggressioni** al **personale sanitario** siano rigorosamente applicate.
Un altro punto cruciale sollevato dall’Ordine è la necessità di ricostruire un **patto di fiducia** tra i **cittadini** e le **istituzioni sanitarie**. Questo **rapporto** di fiducia è essenziale per il corretto funzionamento della **società** e per garantire che i **professionisti** della **salute** possano lavorare in un ambiente **sereno** e **sicuro**.
Proposte per migliorare le condizioni lavorative
Nella nota, l’Ordine ha delineato alcune **proposte** concrete per migliorare le **condizioni di lavoro** del **personale sanitario**. È stata richiesta l’**implementazione** di **servizi di vigilanza** e **guardiania** all’interno di ogni **presidio ambulatoriale** e **ospedaliero**, fino all’orario di chiusura. Inoltre, è stato suggerito che le **visite domiciliari** non vengano effettuate da un singolo **operatore**, ma che sia obbligatorio recarsi sempre in coppia. Infine, è stata evidenziata l’importanza di garantire che nessun **operatore sanitario** resti da solo in **pronto soccorso** o all’interno di altre **strutture sanitarie**.
L’Ordine ha concluso la nota esprimendo la propria **vicinanza** al **collega** aggredito e alla sua **famiglia**, auspicando che le **autorità competenti** facciano chiarezza sull’accaduto e assicurino i **responsabili** alla **giustizia**. La **protezione** di chi si occupa della **salute** degli altri è fondamentale per garantire una **sanità** efficiente e **sicura** per tutti.
