Oncologo De Laurentiis: “Importanza dei test genomici per terapie personalizzate nel cancro al seno”

L’importanza dei test genomici nel trattamento del tumore al seno e le disparità regionali nell’accesso a queste risorse in Italia secondo Michelino De Laurentiis.

Il 20 maggio 2026, Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia senologica dell’Irccs Fondazione Pascale di Napoli, ha partecipato a un incontro a Napoli intitolato “Genomics at Work: The Evolution of the Patient Journey in Early Breast Cancer”. Durante l’evento, De Laurentiis ha discusso l’importanza dei test genomici nel trattamento del tumore al seno, sottolineando come questi strumenti analitici siano fondamentali per personalizzare le terapie e migliorare l’esperienza delle pazienti.

Il ruolo dei test genomici

I test genomici rappresentano una tecnologia avanzata che analizza campioni tissutali prelevati dopo l’intervento chirurgico per l’asportazione del tumore al seno. Questi esami sono particolarmente indicati per le forme ormonosensibili, in quanto forniscono informazioni cruciali sulla necessità di somministrare la chemioterapia nella fase post-operatoria. De Laurentiis ha spiegato che attraverso l’analisi dell’espressione genica, i medici possono determinare se una paziente ha realmente bisogno di un trattamento chemioterapico, evitando così interventi non necessari.

L’oncologo ha messo in evidenza che, sebbene i test genomici siano rimborsati in Italia grazie a un Fondo nazionale, l’accesso a queste risorse non è uniforme tra le diverse regioni. Vi sono aree del Paese, sia al Nord che al Sud, dove le risorse vengono utilizzate in modo efficiente, mentre in altre, in particolare nel Centro-Sud, l’uso è più limitato. Le ragioni di queste disparità possono essere ricondotte a fattori organizzativi e culturali che influenzano la pratica clinica.

Disparità regionali nell’accesso ai test

De Laurentiis ha segnalato che esistono notevoli differenze nell’uso dei test genomici anche all’interno delle stesse regioni. Alcuni centri ad alta specializzazione, con una maggiore esperienza nel trattamento del tumore al seno, tendono a prescrivere questi test con maggiore frequenza rispetto a strutture più periferiche, che seguono un numero ridotto di pazienti e mostrano una minore predisposizione all’uso di tali tecnologie diagnostiche.

Questa situazione evidenzia la necessità di un approccio più omogeneo e coordinato nell’implementazione dei test genomici a livello nazionale. È fondamentale che tutte le pazienti abbiano accesso a trattamenti basati su evidenze scientifiche, indipendentemente dalla loro posizione geografica. La personalizzazione della terapia, infatti, non solo migliora la qualità della vita delle pazienti, ma ottimizza anche l’uso delle risorse sanitarie.

I benefici dei test genomici per il sistema sanitario

L’adozione dei test genomici offre vantaggi significativi non solo per le pazienti, ma anche per il sistema sanitario. De Laurentiis ha chiarito che questi test permettono di evitare chemioterapie inutili, riservandole solo ai casi in cui sono realmente necessarie. Ciò non solo contribuisce a migliorare l’esperienza delle pazienti, ma genera anche risparmi per il sistema sanitario.

La somministrazione della chemioterapia richiede personale specializzato, spazi dedicati e attrezzature per l’infusione, risorse che potrebbero essere risparmiate grazie all’uso dei test genomici. Investire in queste analisi consente di concentrare le cure sui pazienti che ne hanno effettivamente bisogno, ottimizzando così l’intero percorso terapeutico. De Laurentiis ha quindi sottolineato l’importanza di una maggiore diffusione e integrazione dei test genomici nelle pratiche cliniche, affinché tutte le pazienti possano beneficiare di un trattamento personalizzato e basato su evidenze.

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