Ondata di calore: il significato e le conseguenze della morte per surriscaldamento

Il Ministero della Salute attiva allerta per ondate di calore, con rischi per la salute anche per persone sane; esperti analizzano le conseguenze del caldo sul corpo umano.

Dopo un periodo di oltre dieci giorni caratterizzato da temperature miti al Centro-Sud e condizioni fresche e piovose nel Nord Italia, il 2025 segna il ritorno dell’incubo delle ondate di calore. Il Ministero della Salute ha attivato quattro livelli di allerta per fronteggiare questa situazione, con particolare preoccupazione per il bollino rosso, il livello 3 di emergenza. Questo stato di allerta non riguarda solo le categorie vulnerabili, come anziani e bambini, ma può avere effetti negativi anche su persone sane e attive. Durante il mese di luglio, si sono registrati vari decessi legati a temperature che hanno superato i 40 gradi. Ma cosa significa realmente morire a causa del caldo? A questa domanda rispondono tre esperti in materia: un internista, un medico di pronto soccorso e un cardiologo.

Le conseguenze del caldo sul corpo umano

Giorgio Sesti, docente di Medicina Interna presso l’Università Sapienza di Roma, evidenzia come il caldo possa compromettere seriamente il funzionamento del corpo umano. “Il nostro organismo deve mantenere una temperatura e un’umidità costante”, spiega Sesti. “Quando l’ambiente esterno non consente questo equilibrio, il corpo inizia a surriscaldarsi, proprio come un elettrodomestico che smette di funzionare a causa del calore eccessivo“. La perdita di liquidi, che si verifica in queste condizioni, contribuisce a un aumento dello stress fisico, portando a situazioni potenzialmente fatali.

In presenza di temperature elevate e umidità, il corpo perde la capacità di regolare la propria temperatura, che deve rimanere attorno ai 37 gradi. In situazioni normali, il corpo riesce a contrastare l’aumento della temperatura, ma in caso di colpo di calore, le sue capacità di raffreddamento vengono compromesse. “Questo porta a un forte malessere“, sottolinea Sesti. La vasodilatazione, un meccanismo di raffreddamento, provoca un aumento della frequenza cardiaca e dello sforzo del cuore, mentre l’aria umida può aggravare i problemi respiratori, rendendo la situazione ancora più critica per le persone vulnerabili.

Disidratazione e colpo di calore

Il colpo di calore è spesso accompagnato da disidratazione, una condizione che si verifica quando il corpo perde troppi liquidi a causa della sudorazione e dell’evaporazione. “La disidratazione è una risposta del corpo al caldo, che consuma liquidi per cercare di abbassare la temperatura“, chiarisce Sesti. “È come se ci fosse un incendio interno, attivando meccanismi di difesa che richiedono un maggiore apporto di acqua“.

Giuseppe Rebuzzi, docente di Cardiologia all’Università Cattolica di Roma, avverte che il colpo di calore può portare a uno squilibrio elettrolitico, provocando aritmie anche gravi. “Questa condizione è particolarmente pericolosa per gli anziani, che tendono a bere meno e possono non percepire il bisogno di idratarsi“, afferma Rebuzzi. Se non si reintegrano i liquidi persi, si rischia di attivare uno scompenso cardiaco, con conseguenze potenzialmente fatali.

Il ruolo dei pronto soccorso durante le ondate di calore

Fabio De Iaco, past president della Società Italiana di Medicina dell’Emergenza-Urgenza e responsabile del Pronto Soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino, descrive come i pronto soccorso affrontano i casi di colpo di calore durante i mesi estivi. “Riceviamo pazienti colpiti dalle conseguenze del caldo, ma non possiamo sempre attribuire il decesso direttamente al caldo stesso“, spiega De Iaco. “Ci occupiamo delle complicazioni, come insufficienze renali e disidratazione, che possono derivare da diverse cause, non solo dall’afa“.

In merito alla registrazione dei decessi, De Iaco chiarisce: “Non scriviamo mai ‘morto per il caldo‘ nei referti. Tuttavia, possiamo evidenziare le complicazioni che possono derivare da un colpo di calore, poiché il corpo subisce uno shock che può portare a reazioni gravi, specialmente in pazienti fragili“. La questione è complessa e richiede un’analisi attenta delle condizioni di salute dei pazienti durante le ondate di calore.

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