Onu: “In Repubblica Democratica del Congo le donne a maggior rischio di Ebola”

L’epidemia di ebola colpisce soprattutto le donne nella Repubblica Democratica del Congo, mentre un nuovo centro di cura è stato inaugurato per affrontare la crisi sanitaria.

ROMA – Le statistiche recenti rivelano che circa due terzi delle persone colpite dall’epidemia di ebola attualmente in corso nell’Est della Repubblica Democratica del Congo sono donne. Questo dato, riportato dagli operatori sanitari locali, rispecchia quanto osservato anche nell’epidemia precedente, verificatasi tra il 2018 e il 2019. Secondo quanto comunicato da UnWomen, nel corso degli ultimi cinquant’anni, le donne e le ragazze hanno rappresentato la fascia più vulnerabile rispetto a questa grave malattia infettiva. L’agenzia delle Nazioni Unite ha evidenziato che la situazione è aggravata dal fatto che le donne sono spesso le prime a prendersi cura dei malati all’interno delle famiglie e costituiscono la maggior parte del personale sanitario nelle strutture mediche.

Nuovo centro di cura per l’epidemia di ebola

Il 25 gennaio 2025, il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha inaugurato un nuovo centro di cura per l’epidemia di ebola a Bunia, situata nella provincia di Ituri, che è attualmente l’epicentro della crisi sanitaria. Questa struttura, dotata di cento posti letto, ha già visto 45 di essi occupati, e si prevede che presto accolga un team di medici specialisti provenienti dalla capitale, Kinshasa.

Urgenza di fermare la diffusione del virus

Durante l’inaugurazione, Ghebreyesus ha messo in evidenza l’urgenza di fermare la diffusione del virus Bundibugyo, per il quale non esistono attualmente farmaci o vaccini approvati. Tuttavia, ha rassicurato che “si può guarire” se la malattia viene diagnosticata in tempi adeguati. Ha esortato la popolazione a prendersi cura della propria salute e di quella degli altri, sottolineando come la tempestività delle azioni possa fare una differenza significativa. “Stiamo naturalmente lavorando allo sviluppo di vaccini e trattamenti”, ha dichiarato, “ma ciò non implica che le persone non possano guarire dall’Ebola”.

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