Ora solare: come il cambiamento influisce sull’orologio biologico umano

Il passaggio all’ora solare del 25 ottobre 2026 porterà un’ora di sonno in più, ma potrebbe influenzare i ritmi biologici e il benessere psicofisico degli italiani.

Tra il 24 e il 25 ottobre 2026, il passaggio all’ora solare segnerà un cambiamento significativo per molti italiani. I cittadini dovranno spostare le lancette degli orologi indietro di un’ora, precisamente alle 3 del mattino di domenica, riportandole alle 2. Questo evento, pur portando con sé un’ora di sonno in più, può influenzare i ritmi quotidiani e il benessere psicofisico delle persone.

Il cambiamento dell’ora e i suoi effetti

Il neurologo Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ha spiegato che il passaggio all’ora solare può comportare una sorta di mini jet lag. “Non bisogna drammatizzare”, afferma Ferini-Strambi, sottolineando che si tratta di un cambiamento non particolarmente intenso. Tuttavia, l’esperto avverte che il nostro corpo potrebbe subire una temporanea alterazione del funzionamento dell’orologio biologico interno, che regola il sonno e la veglia.

Le conseguenze più comuni di questo cambiamento includono sonnolenza, irritabilità e variazioni dell’umore. Secondo il neurologo, questi disturbi sono transitori e generalmente si risolvono in circa cinque giorni. “Il nostro orologio biologico deve riadattarsi”, spiega, evidenziando come il nostro organismo segua ritmi biologici influenzati dalla luce e dalla regolarità delle abitudini quotidiane. L’alterazione degli orari di sonno e risveglio, insieme alla diminuzione delle ore di luce tipica dell’autunno, può contribuire a una sensazione di maggiore stanchezza.

Le sfide per il nostro organismo

Ferini-Strambi mette in evidenza che la luce gioca un ruolo cruciale nella regolazione dei ritmi circadiani. La sua diminuzione durante l’autunno può influenzare vari meccanismi biologici, portando a una sensazione di stanchezza e minore motivazione. A differenza del passaggio all’ora legale in primavera, che comporta la perdita di un’ora di sonno e può risultare più traumatico, il ritorno all’ora solare sembra essere meno problematico per la maggior parte delle persone.

Tuttavia, non tutti traggono vantaggio dall’ora di sonno guadagnata. Ferini-Strambi sottolinea che le persone definite “allodole“, che si svegliano molto presto, possono trovare più difficile adattarsi al cambiamento. Queste rappresentano circa il 10% della popolazione e per loro, il passaggio all’ora solare può risultare complicato. Nonostante ciò, il neurologo rassicura che, nel complesso, il ritorno all’ora solare comporta meno difficoltà rispetto al passaggio primaverile.

In questo contesto, mentre il cambiamento dell’ora solare offre l’opportunità di un’ora di sonno in più, è importante essere consapevoli delle possibili ripercussioni sul nostro benessere. Con un po’ di pazienza e adattamento, la maggior parte delle persone dovrebbe riuscire a tornare rapidamente al proprio equilibrio naturale.

Condivi su: