Il 17 settembre 2026, a Roma, si è tenuto un convegno dal titolo ‘Professione farmacista: verso il riconoscimento del ruolo sanitario’, organizzato dall’Ordine dei farmacisti della Provincia di Roma in collaborazione con la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Sapienza. L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, accademici e professionisti del settore, tutti uniti nella discussione su temi cruciali come l’identità clinica, l’inquadramento contrattuale e la tutela della salute all’interno della professione farmacistica.
Il ruolo del farmacista
Il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Roma, Giuseppe Guaglianone, ha aperto il convegno sottolineando l’importanza del ruolo del farmacista, il quale non si limita a una mera funzione logistica. “Quando un farmacista si rifiuta di erogare una ricetta inappropriata o pericolosa, sta esercitando un veto a tutela della salute del cittadino. Questo è un atto clinico, non un atto commerciale”, ha affermato Guaglianone, evidenziando la responsabilità che i farmacisti assumono nel garantire la sicurezza delle terapie.
Benefici dell’intervento del farmacista
Il convegno ha messo in luce anche i benefici tangibili che derivano dall’intervento attivo del farmacista nella gestione dei pazienti. Secondo una nota, i dati mostrano che la gestione dei pazienti cronici da parte dei farmacisti porta a un miglioramento misurabile dei parametri clinici. Inoltre, il supporto ai pazienti oncologici ha dimostrato di ridurre le gravi reazioni avverse e una corretta riconciliazione farmacologica ha abbattuto del 40% i ricoveri ospedalieri, contribuendo così alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Paradosso normativo e indennità professionale
Tuttavia, nonostante i progressi, permane un paradosso normativo che penalizza i farmacisti del settore privato. Sebbene la Legge Lorenzin abbia riconosciuto i farmacisti come professionisti sanitari, l’indennità di specificità sanitaria prevista per i colleghi del comparto pubblico non ha ancora trovato applicazione nel settore privato. Il 15 settembre, alla vigilia del convegno, Assofarm ha firmato un accordo con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle farmacie comunali, introducendo un’indennità professionale. Guaglianone ha espresso apprezzamento per questo passo, ma ha anche notato una certa “timidezza lessicale” nell’intesa, che ha scelto di definire l’indennità come “professionale” anziché “sanitaria”.
Statistiche preoccupanti sulla professione
Durante l’incontro, sono stati presentati dati allarmanti riguardo al futuro della professione. Secondo le statistiche di AlmaLaurea, negli ultimi 15 anni, la percentuale di neolaureati che sceglie di lavorare al banco è diminuita del 25%. A Roma, nonostante un aumento degli iscritti all’Ordine, si registrano oltre 210 cancellazioni annue, principalmente tra i farmacisti con meno di 67 anni, che abbandonano la professione per intraprendere altre strade. Guaglianone ha sottolineato l’importanza di rendere la farmacia un ambiente attraente per i giovani, affinché possano considerarla un’opzione valida per il loro futuro professionale.
Il sostegno del Governo
Il sottosegretario di Stato al ministero della Salute, Marcello Gemmato, ha ribadito il sostegno del Governo al riconoscimento del ruolo sanitario del farmacista. Ha descritto il farmacista come una figura centrale nella sanità di prossimità, capace di costruire un rapporto di fiducia con i pazienti e di rispondere efficacemente ai loro bisogni di salute. Gemmato ha sottolineato che il Governo investirà per rafforzare il ruolo del farmacista all’interno della rete sanitaria territoriale.
Intelligenza artificiale e professione
Infine, Luisa Avitabile, preside della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, ha evidenziato le opportunità e le sfide legate all’intelligenza artificiale nella professione. Ha affermato che, sebbene l’AI possa supportare la gestione dei dati e dei processi, non potrà mai sostituire il giudizio e la relazione di cura tra farmacista e paziente, elementi fondamentali che giuridicamente definiscono la natura sanitaria della professione. Il convegno ha offerto un’importante occasione di confronto tecnico-giuridico, con interventi di docenti della Sapienza specializzati in Diritto civile, Diritto del Lavoro e Diritto Costituzionale.
