Il 5 agosto 2025, la Federazione Nazionale degli Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi) ha rilasciato una nota in risposta alle recenti dichiarazioni di Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari Sociali e Sanità del Senato. Zaffini ha sottolineato l’importanza di nominare un Garante della salute che possa affiancare i cittadini, specialmente in un periodo critico per la sanità territoriale. La Fnopi ha accolto con favore queste affermazioni, ritenendole fondamentali per affrontare le sfide attuali del settore.
La necessità di un garante della salute
La Fnopi ha evidenziato come il sistema sanitario attuale, in particolare nella sua dimensione territoriale, presenti una forte frammentazione. Anche quando i servizi sono disponibili e funzionanti, spesso sono gli assistiti o i caregiver a dover gestire autonomamente la propria assistenza. Ciò implica contattare numerosi punti di riferimento e figure professionali diverse, senza un chiaro supporto che garantisca continuità e integrazione. La richiesta di un Garante della salute si inserisce in questo contesto, mirando a semplificare l’accesso alle cure e a migliorare l’esperienza dei pazienti.
La Fnopi ha ribadito che l’esigenza di un coordinatore professionale che segua i pazienti nei loro percorsi di salute è sempre stata al centro della sua visione. Questo approccio è in linea con il profilo dell’infermiere di famiglia e comunità (Ifec) e con lo spirito del DM 77/2022, che prevede una figura professionale capace di monitorare il territorio, garantendo assistenza continuativa e personalizzata. Tale figura è fondamentale per superare la logica episodica delle prestazioni sanitarie, promuovendo un’assistenza più integrata e accessibile.
Il ruolo dell’infermiere di famiglia e comunità
La Fnopi ha messo in evidenza come l’infermiere, per la sua formazione e la sua conoscenza del paziente e del contesto familiare, sia una delle figure più idonee a svolgere il ruolo di coordinatore nell’assistenza sanitaria. Questo professionista è in grado di garantire una presa in carico continuativa e un’integrazione tra i vari servizi, contribuendo a rendere l’assistenza più leggibile e continua.
Perché le nuove strutture, come il Punto Unico di Accesso (Pua) e le Centrali Operative Territoriali (Cot), possano funzionare efficacemente, è necessario disporre di professionisti stabili, formati e riconosciuti. La Fnopi ha sottolineato l’importanza di avere infermieri capaci di assumere la responsabilità di accompagnare e coordinare i percorsi assistenziali, affinché il sistema sanitario possa rispondere adeguatamente ai bisogni dei cittadini.
Verso una sanità più semplice e accessibile
La posizione della Fnopi si allinea con l’invito di Zaffini a semplificare il sistema sanitario, a garantire diritti e a ridurre le fratture organizzative. La federazione accoglie con favore qualsiasi iniziativa che riconosca funzioni e ruoli chiave all’interno del sistema, contribuendo a creare un ambiente sanitario più coeso e accessibile per tutti i cittadini.
In un momento in cui la sanità territoriale è messa a dura prova, la Fnopi continua a lavorare per promuovere un’assistenza più integrata e umana, sottolineando l’importanza di un sistema che metta al centro il paziente e le sue esigenze. L’auspicio è che le nuove misure e le figure professionali previste possano realmente migliorare l’esperienza di cura, garantendo un supporto costante e qualificato a chi ne ha bisogno.
