Mentre il dibattito sull’importanza dell’educazione sessuale continua a occupare spazi rilevanti nel panorama pubblico e istituzionale, il 1° dicembre 2025 si celebra la Giornata mondiale contro l’Aids, un momento cruciale per focalizzare l’attenzione sulla prevenzione. Le recenti evidenze emerse dall’ottava edizione dell’Osservatorio “Giovani e sessualità” di Durex, condotto in collaborazione con Skuola.net, rivelano dati allarmanti sulla consapevolezza dei giovani italiani riguardo alla salute sessuale e alla conoscenza delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST).
Dati allarmanti sulla consapevolezza dei giovani
Il campione dell’osservatorio ha coinvolto 15.000 giovani di età compresa tra 11 e 24 anni. I risultati indicano che oltre il 40% dei ragazzi non è a conoscenza del fatto che l’uso del preservativo è fondamentale per proteggersi dalle IST. Inoltre, quasi la metà dei partecipanti (44,5%) non è in grado di identificare le infezioni a trasmissione sessuale da un elenco fornito. Questo scenario mette in luce una scarsa consapevolezza che porta a una sottovalutazione del rischio di contrarre infezioni durante rapporti sessuali non protetti: il 58% dei giovani non ha mai provato timore riguardo a queste possibilità, mentre il 45,8% crede erroneamente che avere un partner stabile escluda il rischio di infezione.
Comportamenti a rischio e uso del preservativo
L’analisi dei comportamenti dei giovani, come riportato in una nota dell’Osservatorio, evidenzia un calo nell’uso regolare del preservativo, sceso dal 56,7% nel 2019 al 45,4% nel 2025. Inoltre, il 60,4% dei giovani ha fatto ricorso almeno una volta al coito interrotto, con il 31,8% che lo considera un metodo efficace per prevenire gravidanze e IST. Questo dato è particolarmente preoccupante, poiché supera il 50% nella fascia di età 11-13 anni. Anche i controlli per le IST risultano poco praticati: il 43,9% dei giovani non ha mai effettuato test specifici, spesso perché non percepisce la necessità (57%) o per imbarazzo nel parlarne con i genitori (12%).
La necessità di una maggiore educazione
Nonostante la situazione preoccupante, emerge una chiara richiesta di maggiore informazione. Due giovani su tre (70,9%) desiderano ricevere più informazioni sulle infezioni a trasmissione sessuale e sulle modalità di protezione, con una preferenza per l’educazione scolastica (54,2%). In questo contesto, Laura Savarese, direttrice Affari regolatori e relazioni esterne di Reckitt Benckiser Healthcare (Italia) Spa, ha sottolineato l’importanza della scuola nel fornire conoscenze corrette e scientificamente fondate. La disinformazione e le false credenze possono avere conseguenze gravi per la salute pubblica, rendendo urgente un intervento coordinato da parte di istituzioni, scuole e famiglie.
Un incremento delle infezioni sessualmente trasmissibili
Barbara Suligoi, direttrice del Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità, ha confermato l’emergenza evidenziata dai dati dell’Osservatorio, segnalando un aumento del 16,1% delle infezioni sessualmente trasmesse rispetto al 2021. Le infezioni più in crescita includono la gonorrea (+83,2%), la sifilide primaria/secondaria (+25,5%) e l’infezione da clamidia (+21,4%). Questi dati evidenziano l’urgenza di rafforzare la prevenzione e l’educazione, promuovendo una cultura della prevenzione che non si limiti all’uso dei contraccettivi, ma che includa anche la consapevolezza dei rischi e l’accesso a centri di consulenza. La situazione richiede un monitoraggio continuo e una collaborazione attiva tra tutte le parti coinvolte per sviluppare strategie efficaci a favore della salute pubblica.

